"Sogni di sangue" di Lorenza Ghinelli***
Avevo letto il vecchio, celebre, pluriposseduto (no, Satana non c'entra) Divoratore, della Lorenza Ghinelli, e mi era piaciuto discretamente, suvvia. E con esso, Noemi, sempre lei, mi aveva regalato, forse qualche tempo dopo, non so, anche questo, che "tanto è
"La paga del sabato" di Beppe Fenoglio****
Era estate. Ero a Bibione. La donna deve andare il bagno. Accompagnami. Colcazzo, dico. Sto bene qui. Dai su gni gni gni gna gna gna. Poi mi sono ricordato di una cosa. A Bibione, almeno quello dove vado io da quando non vado più a
“Il cappotto di Astrakan” di Piero Chiara****
Una settimana e mezza fa ero ammalato. Ho contato che che erano 22 anni che non prendevo l'influenza
“Kebar Krossè” di Stiefin Morat****
Questo è un libro che voi non potete, probabilmente, leggere, ma ugualmente io ve ne voglio parlare qui, perché è uno di quei libri che vuoi che si sappia che esistano, anche se uno non può leggerli. Il discorso del non
“La grammatica di Dio” di Stefano Benni***
Sono malato. Forse in via di guarigione, forse, perché già ve lo avevo detto che mi cadeva la testa. Ma non pensavo fino al punto da fare tre giorni di quasi trentanove senza riuscire a uscirne. Eppure
“Tre storie allegre” di Carlo Collodi**
Nel mio cercare di non arrendermi alla mia stessa decisione del non leggere più, mi ero pigliato questo, dall'enorme colonna di racconti d'autore del Sole 24 ore. E' il numero 73 e se non è l'ultimo è il penultimo. Mi sono fatto
“I dolci inganni” di Elisa Sala Borin***
Come si leggono le poesie? Non lo so. Le leggo raramente, ma di recente ho ricominciato. Anche la Guanda, ho visto, ha fatto una scommessa editoriale non da poco, tipo una nuova collana di. Non credo che le due cose siano collegate, no. Comunque,
“Il Divoratore” di Lorenza Ghinelli***
Vi racconto questa storia simpatica. La storia di veleno. Veleno, anzi. Forse l'ho già raccontata nel post appost, ma forse no. Ecco
“La malora” di Beppe Fenoglio***(*)
Oggi non è una gran giornata. Non lo sarà nemmeno domani. Allora faccio questa cosa, prima di andare nell'altra casa a pigliarmi una birra. O forse due. Non esco nemmeno. Questa cosa sarebbe liquidare questo libro che ho qui di fianco da sei mesi.
“Kobane calling” di Zerocalcare****
A dicembre (un po' per natale, un po' per compleannale) ho deciso di fare un regalo al mio prof de mate e yokai a cui sto scroccando tutti gli zerocalcari. Mi sembrava che non avesse questo, o almeno speravo, e infatti