"Venere privata" di Giorgio Scerbanenco***
Voglio vedere se sono ancora capace di aggiornare il blog. Se ha ancora senso. Il mondo direbbe di no. Il mondo intorno, per quanto siate ottimisti, va implodendo in una decadenza sempre più veloce. Pensavo di essere abbastanza vecchio per sbattermene, ma
“Azzurro elementare” di Pierluigi Cappello****
Da quanti mesi non aggiorno il blog? Bon
“Le notti difficili” di Dino Buzzati***(*)
Ieri c'era la luna. Quella grande, piena, pure con l'eclissi in nuce, ma che fino alle 9, 9 e qualcosa, quando ancora le nuvole non avevano cominciato a ballare il valzer, era bellissima. Poche cose, pensavo, come la luna piena, il plenilunio,
“Il coccodrillo” di F. Dostoevskij e M. Marinangeli****(*)
Il primo dell'anno di solito vado al mare a passeggiare leggendo un libro. Quest'anno no. Sono stato al mare, ho passeggiato, ma non ho letto un libro. Ho fatto una foto a un pezzo di legno che sembrava un cobra,
"Il posto più freddo del mondo" di Alessandra Zenarola****
Sono nemmeno le dieci. E starò a casa. Sì. E aggiornerò le cose del blog, così, a breve distanza dall'ultima volta. Perché sì, ho letto un libro. Uno dei tanti libri là, sulla colonna dei libri da leggere. Un libro di
“I piccoli maestri” di Luigi Meneghello*****
Sono le 9.36. alle 10.30 devo andarmene a lavorare. E allora cosa cazzo comincio questa recinzione? In realtà non la comincio veramente. Metto l'immagine, i tag, cerco un po' di link da leggere tipo quello del libro, della wiki, e scopro che
“Oscure Regioni Vol. 2” di Luigi Musolino**(*)
E mi sono letto anche il Volume 2, sì, con la mia bella dedica dei giorni oscuri che dice che il friulano è un dialetto per la quale a gigi andrebbero spezzate le falangette con martello pneumatico. Ma io lo
“Oscure regioni Vol. 1” di Luigi Musolino***
Vi rompo sempre il cats che non leggo mai un cats ma invece no, non è vero, perché un mesetto, un mese e mezzo fa, questo libro di Gigi lo avevo letto. Lo avevo letto perché erano racconti, perché è di
“Macerie prime – sei mesi dopo” di Zerocalcare****
Ho solo mezzora. Poi devo andare al lavoro e via senza pause fino alle sette. E ammazzerei subito quelli che dicono e sono convinti che gli insegnanti "facciano tre mesi di ferie l'anno". La gatta numero tre, Zapata, quella schiva e
“La Casati – la musa egoista” di Vanna Vinci****
Giulia mi ha prestato un libro, una graphic novel, di Vanna Vinci. E l'ho letto a tratti, come si fa con le cose belle che non vuoi finire, ma poi sempre finiscono. Perl restano lì, e hai la contentezza di averle scoperte. La