Quasi poesie

Piove tantissimo e le gocce stan Davanti a me come i punti di una linea  Retta o meglio ancora  D'un segmento.  Battono il vetro, una appresso all'altra.  Vedo che son mitraglia  Ma di qual conflitto? Quale competizione?  Sulla divisa portano lo scintillio delle pozzanghere:  Nelle più profonde  Il ciaf

È da una settimana che ho un occhio semichiuso  E mi sento tom yorke, ma senza  La voce da spirito di strada.  Potrei ballare tuttavia,  Male  Come lui;  O come una campana, un dente, l'acqua nel bicchiere  O le perle di una collana.  Ma c'è un tale che

Arriva il sole di domenica  Mattina  Colorato e chiassoso come una corriera  Di vacanzieri.  Porti tua madre al parco e la vedi che si stufa  Di leggere Rodari, ché la annoia,  Preferisce scrivere senza troppa ortografia Righe che saran lacrime tra qualche anno. Leggi di Svevo che scrive

Ho vagato per i campi annegati  Con i cani bagnati, subacquei  E velocissimi.  Ascoltavo i Mastodon,  Saltavo sui sassi grandi, nelle pozzanghere;  Gli occhiali, Bastonati dalla pioggia  Nascondevano nelle tasche il cielo E gli alberi più lontani. Ho trovato bella, persino,  Una canzone inutile degli U2,  Mentre raccolte due pannocchie,  Una per

Si é rotto il sonno,  Cadendo dal letto e cozzando,  Contro gli spigoli perfidi di un sogno.  Io ho aggiunto una candela Nel ventre tenero di una prigione:  Ché la luce illuda lo spazio  E la sua folta famiglia di mariuoli. Così le zucche vuote fissano la

La luna piena ha perso uno spicchio,  Conficcato sui tetti.  Ascolto un concerto di Jeff, uno dei pochi, e bevo una birra da poco,  Più fredda dell'aria intorno, ottobrina e asciutta.  Calvino, Intonato,  Si sottrae alle imperfezioni.  Io annaffio le aiuole, rompo le noci,  Accompagno le briciole

Finisce che ritorni con le mani  Sugli occhi del tempo perché non veda  Quanto lo hai sprecato regalandolo  Al lavoro,  All'aspettare in una fila,  In un parcheggio,  In una stanza senza mobili. Hai messo le mani in tasca  Ma non erano le tue,  E non sai neanche se