Quasi poesie

Dormo poco, leggo poco, corro poco. Ascolto la musica vecchia, dei morti, O di chi grida e graffia le viscere con unghie di ferro E te le porta via Per farne marmellata. Gli incubi si siedono nelle valigie dell'alba,  Quieti e rassegnati. I bei sogni prendono un

Cantano i grilli E piove. Ho deposto gli scacchi Sopra una botte Vuota. A mia insaputa il Re E la Regina Si sono scambiati di posto. Ho annaffiato il radicchio Sotto la pioggia Sotto il cappuccio Della felpa Umida. Le pile nella tasca Erano già scariche. Le zanzare  Si erano riparate altrove. Ho portato a casa il

C'è un disco orecchiabile dei metallica  Che già ha superato il mezzo,  C'è una poesia di blok  Che ha dentro morte e zucchero. L'oban è un potere senza religione,  La pioggia, fuori, ha preso in bocca  La Luna grande.  Non ho messo ad asciugare gli occhi,  Né sprimacciato

Sorrido. Ricordo come t'odiavo perché mi regalavi asciugamani piuttosto che ombrelli. Sorrido perché abbiamo avuto il tempo di contare le prime gocce e i mesi in cui non hanno smesso di cadere. il tempo di contare gli scalini marcire uno a uno; di comprare impermeabili, stivali, un gommone giocattolo per andare a

Domani non sarà più agosto, né estate. Io di buono ho fatto poco e quasi niente: Qualche giorno da vivo  e non sono neanche morto. Kappa e Garappa sono cresciute, Ho letto e corso e mangiato  un po' di più,  Visto meno volpi e più scoiattoli, Pochi serpenti

C'è un topo che mi guarda  Dalle noci. Una trota che dorme al caldo,  Non viva su foglie  di vite.  Una coccinella propone un martirio antico  E mai passato del tutto  Di moda.  Leggo e scrivo haiku  Con penne ingannatrici,  mentre i Noir Desir mi cantano uno tra i dischi

Vado avanti a leggere i miei haiku, Sono quasi a pagina mille. Erikah Badu cante per me il suo disco migliore, Il primo. Bevevo Lagavulin la prima volta che l'ascoltai,  Davanti a quadri d'arte astratta, Pagandoli 5000 lire; Ora bevo ramandolo, fresco E troppo dolce, per quest'ora del

Le canzoni belle a notte fonda non esistono Non hanno corpo, non sanno nemmeno tossire O sbuffare. Street spirit ti cammina dentro, ti fracassa le ossa. La canzone di Tom ti fa cercare una corda, un condominio, un treno. Society si stende sulle tue budella,

Al parco il fiume Ha sputato fuori le anatre: Pascolano sculettando fra panchine e altalene. Sono silenziose. Sembrano allegre. Un cane magro sfugge al guinzaglio: Rincorre senza abbaiare E le ali frullano. Una formica corre sulle righe Del mio libro. Gnaghi fa gna gna,  Il primo morto viene ucciso per la

Piove tanto.  Come da piccolino, immagino i tergicristalli  Uno dispettoso e uno iracondo.  Ne osservo il rincorrersi.  Sopra, tanti strati di grigio,  La lamiera suona bene,  Carica, intonata.  Mezzo nudo mi fermo a Teor,  A bere in una fontana di sorgiva,  Sotto un glicine, senza spegnere l'autoradio.  Choke suona