Quasi poesie

C'è un buio raffinato Aggrappato alle tende Stacca le pieghe, Le macchie di luce cullate dai grilli. Le stelle affacciano le grondaie Ci prendono di mano le corde, I bastoni le lame, Le istruzioni mandate a memoria Memori d'errori e rinunce Del temporeggiare. Sediamo con i gomiti Sul domani E i polpastrelli

Tieni con due Mani la mano Lontana Ore di cammino Da stella a stella, Disarmata, stinta, Il seno S'attarda sopra le costole E la voce si china Smarrisce Stilla Lenta dalle labbra Schiuse E cade Sul petto mio accaldato. Siamo tutto questo correre Gettare Ritagli di giornate Centimetri di passi Nugoli di pensieri Abbozzati. Siamo questo scorrere La fame placata Dai bicchieri, Le parole

C'è un buio Certe volte Sulla porta matura Di luci.   Aperta Non bussa la luna, non Carezza alcuna Sull'asfalto; Solo dondola La chiave E il guscio delle case zittisce Le melanconie.   Sono sere dinoccolate Di canzoni sciatte In cui nessuno sceglie, nessuno Preferisce; Si fanno andare: Scivolare è un lenzuolo Di lontananza E scopre il capo, Infante spettinato. Così ci si