Ti ho sognata
Ti ho sognata Perché tu e perché no, non so. Ascoltavi Nick Drake Cercavi di sistemarti La frangia con una matita HB E avevi lasciato gli occhiali Nella stanza degli specchi. Ti ho sognata usando un sogno d'alba Di quelli che spengono la sveglia. Tenevi dei libri sul comodino Ma
Disarmala
A te che cerchi Fra la luna e il tetto Un ricordo, Una stagione. A te che sai mettere un'intera poesia Nel volo Di un soffione. Perché nel palmo Ogni strada porta alla carezza, Perché l'occhio È un mare nascosto, Un'aurora boreale. Tu che dormivi guancia al petto, Sogno sulla guancia. Tu che davi
Castagne e dimenticanze
Dimenticati. Perché sei come le prime castagne Che sfidano la lastra Incandescente, Come la cioccolata A due gusti del discount Sciolta sul pane Caldo; Dimenticati mentre spingi forte A rincorrere un'ebbrezza Golosa di vita Di tutto ciò che lascia L'ombra di un white russian. Ed eretica, Disarmata, Sorridente, Tra lamponi e arcobaleni E uno spicchio di luna Avvinghiato
Caduta
Se puoi Scegli un confine tenero, Disegna una per volta Le foglie agli alberi Per l'ombra dei tuoi pensieri. Se puoi Innamora Zucchera i sogni Contamina tovaglie e cuscini Con la saliva della luna. Se puoi scrivi una poesia Migliore di questa Fanne tempesta Malía. Se puoi dimentica Le anafore Nei giorni feriali, Se puoi arma i
Benna
E ora ti vedo Con la benna Sfigurare un masso L'orrore nello squarcio Di secoli di polvere Disciolto nelle acque del Torre. Un lucherino querulo Dai salici Accompagna col canto La funebre marcia.
Sul retro, le manticore
Questa luna Si riempie a fatica E a fatica Vuota il sacco Delle stelle rubate Stropicciate Masticate. Tu non dormi Non ancora Resti in piedi Sulle mensole del cuore E conti i passi Del buio sulle soglie E delle manticore Sul retro Dei pensieri inopportuni.
Dove inciampa il vento
Dove sei tu È vicino A dove inciampa il vento, Vicino alle fette d'arancia, Al contrattempo, Al sorriso aperto Dalla lama sul salame, Vicino alle asole di rossore Che abbottonano le lacrime Alla guancia. Dove sei tu ė dove L'ago spezza la cruna Dove Si addormentano i polpastrelli E le maree d'infatuazione Assopite S'aggrappano con le
Dita umide
E poi arriva la notte: Dormiamo Cercando un cane Un corpo Un cuscino Con la mano titubante E sporca di sogni. Sappiamo solo infilare Il pollice nelle vite degli altri O lasciarci intrattenere Dai giullari O ai loro illegittimi figli. Inteneriti Divertiti Affievoliti Perdiamo carezze Sui seni dell'età E con l'indice Umido Indichiamo le bugie, Le stelle cadenti Le chiavi del
Primavera
Baciami Come una rima Con le dita intrecciate al vento sulla nuca Baciami in bocca Fanne pertugio Fanne l'arma che uccide l'indugio. E come una rima Disprezza e scosta assonanze Scostami e avanza Scuotimi e danza Petto nel petto Dimentica e tenera Asprezza lontana. Così baciami ancora Senza una rima Metà in saliva Metà primavera.
Occhi di stelle
Quanti occhi hanno le stelle, I fiumi, le viole? Quanti ne abbiamo contati Prima di inciampare In una narrazione? Fuori, il freddo Incastra cattedrali di buio Dalle persiane di casa nostra Ai tramonti, E noi rimaniamo Accontentati e teneri Disegnati a matita Agli angoli delle giornate. E intanto Sono cadute tutte le stelle Distratte Come noi