Quasi poesie

E tu? Vivi? Sei viva? Non la stessa cosa, dicevi un tempo. Quindi? Sei Billie o sei Charlie? Sei lo sbaglio nel Negroni? Il petricore dell'uranio? Barcolli lungo i bordi Come il tempo sulle figurine O sei il tempo Che distanzia denti, baci e capelli? Hai due sillabe, nel nome, Due soltanto, una

Una foglia Come un veliero, Una crepa sel petto Tatuata Che si allontana, Fuori stagione E prospettiva. Siamo anche noi Velieri Scafi di vetro Specchi per oblò Mentre il tempo dilata Sonno E rughe. Per vivere Tagliamo per i campi, Unghie, Capelli, La corda Che ci legherebbe all'alba Un giorno via l'altro. E per le nostre notti San Lorenzo ha smesso Di sputare

Scrivo a me stesso: Una comodità della memoria. Carme rimane una meraviglia, Piuttosto che una canzone. Non scenderà la pioggia, Se non dalle stelle. C'è vento, Bizzoso e arrogante, porta lontano foglie Che non meritavano d'esser già secche. Ho sciolto i capelli E i nodi di tutte le funi che scuotevano il

Rum, lime, lamponi, Sul crinale della notte, le rane, E tu seduta in un sonno semplice Con le ali ripiegate Assieme all'orizzonte.   Le lentiggini sono fuggite Senza sapere dove andare, E una teoria di luci Frange gote E ciocche scarmigliate.   Abbiamo i rintocchi, Le differenze, I modi e le omissioni, Sulle mani gli

E poi viene l'ora del lupo, La sveglia suona tra meno di due ore, Nick Cave parla di selvatico buio, E il mojito mente Sopra la linea temporale delle mani sfiorate. Cosí ci si accoccola dentro un cuscino di sogni: Dove le rondini si avvicinano E sono

Stanotte una rosa mi ha strappato i pantaloni. Un cane conosceva il mio nome, E il cognome, E ogni sfumatura di buio Usata per cancellare la paura. Il rosso restava il colore delle cose, E le cose erano il seme della luna. Io rubavo, regalavo, rubavo ancora. Tu

La piazza è piena d'auto: Animali morti, freddi, mansueti; Incollano una ragnatela d'ombre all'asfalto E mentre il silenzio dilaga E il buio sorride di luna, La rosa più bella del giardino non si nasconde Non sfugge Non mette le spine.

Ho rubato un bacio Per le tue labbra dalla strofa Di una canzone sciocca E ne ho fatto verso E l'ho gettato.     Un altro siede Sulle guance e nell'istante In cui stanno per arrossire.     Un terzo si nasconde Nella mano che avvolge la nuca E da lì conta I brividi come

Doveva piovere Ma è arrivato il vento. E quel che doveva piovere Si è trattenuto Dietro un sipario di nuvole scure. La prima goccia ha battuto il tempo La seconda scritto un verso e una nota, La terza, l'ultima, Ha lasciato in consegna un ardore lento Per tutto ciò