Quasi poesie

Gli accenti sono vagabondi, gli ordigni suicidi. Certi alberi si spartiscono il cielo come una terra cattiva. I bambini e i gatti non hanno il colore della simpatia, Sono più sul grigio, sul crema. Sull'orlo di una lentiggine ci sono crepacci e orridi Per gli

Sono stato a raccogliere le more, Sotto la pioggia e sotto  Un cielo di fumo avanzato  Da una giornata caldissima.  Potevo pisciare senza mani  Davanti al mais superbo  E molto più alto di me.  Non c'era nessuno,  Nemmeno zanzare e tafani.  Mi sono saziato ricordando  Il rosso e il nero:

Ci doveva essere Lunagrande, Gonfia e paciosa, Che allungava le mani senza far mancare niente. E invece è arrivato Neroblu un neroblu prepotente, con un dito appuntito e un'aria minacciosa. Brontolava, imprecava, faceva i rutti grandi e grandi faceva le puzze,  anche se lontane, da non puzzare

Siedo nella piazza deserta:  Cadono goccioloni,  Suonano qualcosa che fa pac-pac-pac  E dovrebbe essere jazz; I fulmini fanno dell'orizzonte pista da ballo  E io sorseggio una Storica Nera  Tenendo il bicchiere,  Ché il vento non lo rovesci.  Quasi tutte le case sono disabitate  E le auto,  Dalla strada di fronte,  Mi

Guarda la notte Che grembo capiente: Femmina, ladra, gentildonna; Restituisce il calore sottratto al giorno Ai proprietari sbagliati, Fossero anche ladri d'ombre o parsimonie. E poi dilaga, Gravida di stelle senza equilibrio e Lune non volute, Nei letti dei dormienti:  Coperta che non scalda, Cuscino che non rassicura.

C'è stato il temporale e mi ha svegliato presto. Ora è finito ed è rimasto solo grigio e azzurro,  Nient'altro, Nemmeno i piatti da lavare. Bevo il caffè in felpa e infradito In una tazza che è l'unica Cosa che ride. Passano Everybody hurts, Passano le tortore. Nella piazza,

E ora che, Per la prima volta è primavera  Per tutti voi, cuciti All'incantesimo dei narcisi e delle primule,  O allo sprezzo esplosivo delle magnolie.  Solo per voi che non siete Rimasti fuori,  Senza gambe, senza braccia,  Senza mani per battere sul vetro, Senza occhi per lasciare uscire la

Succede che è come una foglia  Caduta,  Inciampata,  Un inverno che arriva senza preavviso,  Che ha mani di pietra, sul collo un sorriso, Ti carica sulla schiena gli anni, uno a uno,  Ti infila nelle tasche le sue tasche, e dentro  I deserti,  Le stelle morte, I ghiacciai.  Pesa quanto