Buoni propositi
E per quest'anno neonato,Obbedirò alle foci:Non crederò più che prima del dolce debba venire il salato. Controllerò che della bottiglia Il messaggio non sia dentro,Ma scritto fuori;Non scorderò che il tacere non è l'unico silenzio,E l'opposto di belloPotrebbe essere migliore. Insegnerò che un
Vendute le foglie
E a quest'ultimo giorno Ho avuto il fegato di strappare il cuore: Batteva vicino all'alba, Al gallo che canta sempre La sua canzone, Agli alberi che del gioco Di luci Han fatto prigione, Alle stelle sempre troppe, Guardate sempre troppo poco. Batte ancora, Adesso, Dietro la gabbia di costole lontane, Che han venduto
Abbiam Natale
Aperta la bisaccia, Allineato il bagaglio, Sospiriamo arditi. Abbiamo frutta e neve, entrambe assetate, Memorie sazie, Alberi senza radice alcuna. Abbiamo piccole statue senza un posto fisso, Luci rampicanti, Vampiri ciechi dietro al crocefisso. E nei biglietti comprati alle parole, Per destinazioni sconosciute,Abbiamo mentito, Come si conviene, Alle menzogne mute.
Occhi di panettone
Il mio panettone si fa crescere gli occhi, Datteri conficcati nella arance, Vigila, Sentinella della vacuità, Sulle lettere e sui regali, Sulle luci e sugli scampanellii. Li ha fatti entrare tutti, A tutti ha concesso udienza. Io per vendetta Gli ho mangiato le pupille, Sputato i noccioli nel focolare. Gli ho
Unicorni nella nebbia
L'umidità indossa i panni della nebbia, Di nascosto, S'infila nelle tasche strade e campi, Cammina via, Non saluta nessuno. Dalle poche foglie tenaci, Lacrima, E stringe e bacia ossequiosa, La mano ai camini Degli insonni. Sul quadrante, si rincorrono lupi, Gufi e
Spettralità
Voi la chiamate nebbia. Io immagino come la mano di un fantasma:Dita distese da città a città Unghie come ombrelli a riparare La veglia dei dormienti,Carezza umida che scurisce l'asfalto. Degli spettri hai la strafottenza, Ma non l'ardire di passarci Attraverso.E questa mano tesa e guardinga Si
Spade e corvi
E venerdì. È primavera. Sbocciano i sorpassi, Germogliano le cazzate, Sgorgano i caffè. Prima di sera, L'esercito degli aperitivi Avrà varcato le mura dei locali, Preso d'assalto stomaci e bicchieri. La spada cava degli auguri Trafiggerà migliaia di frasi. Del cadavere della sincerità I corvi Si nutriranno per giorni.
Non al Sole
C'è quella palla, di nuovo, Come il mese scorso. O forse è un soldo,FormaggioUna mongolfiera. C'è, vuole esserci, non se ne va. Punge cuscini e finestre serrate Come uno scorpione,Rotola lenta, Nane e divi si scostano e ritiran le vesti,Per non farsele calpestare. Lei pare
Corone
Il buio ha sputato il freddo sull'erba, Senza rumore, né disprezzo. Farcito il prato di gioielli le foglie Hanno cercato una regina Una principessa Una nuca soffice. Hanno trovato soltanto Il mio occhio assonnato e un crocchiare Lieve Sotto lo zampettio del cane.
Stelle
Fuori, la coda del cane batte il legno, Le stelle congelate, una a una, si inchinano vicino agli aghi dei pini; Sempre più di rado, il buio fugge a perdifiato dalla strada e dai cuscini. Ho sonno e pace, per