Vedi la luna
Vedi la luna, Le sue dita adunche,I ragni sul viso e l'espressioneDoma,Con un sorriso morsoDalla fame. Vedi la luna e il suo gremboFedele,La lingua pallida che separaI torti dai vissuti,E le ciglia denseDi meraviglia,La notte china,In fronte,Le ginocchia nude e marcite.
Delle bambole
Foglie gialle, ruote fredde.Sabbie nobili e sfregiateDai gabbiani.Non abbiamo da spartireCon le fate, Non con le madri e le bamboleAccartocciate.Delle prime rubiamoLe macchie,Delle altre le caseStregate.
Natura morta
Le foglie hanno disegnato un paesaggioSull’asfalto,La pioggia lo ha colorato di luna,Le luci dei fariHanno dato sfumature e profondità.Su questa tela sporca,Gli pneumatici, irriverenti,Sono i fiumi che nutrono le città.
La maga
Di una foglia hai stravolto le veneCon un soffio,Lo stesso con le rugheE l'impronta delle dita. Dei baci hai misurato il peso,L'altezza,Delle carezze la profondità. Dei sogni e della speranzaHai fatto un solo cestoGonfio da spaccare,Da lanciareIn un mare pescoso.
Domatrici
Indossano scarpe preoccupate,Ilari, Dai lacci bizzosi;Le hanno rubate ai fantasmi,Assieme agli occhi, E alle lenzuola.Affossano anguille e coccodrili,Per difendersi dall'ansia,Dalle occasioni,Dai venditori di danzaE di catrame.Li ammaestreranno,A forza di unghie tagliateLingue graffiate,Ciglia bruciate:Un esercito di mummie senz'occhiE senza cicogne sui tetti.
Sonno e cenere
Non eri pioggia,Eri diluvio d'olio e bachelite,Fiume scrosciante e bizzosoDa nuvola a nuvola. Non eri vento,Ma aria di colla e vertigine,Profumata di cremaSolare Non eri tu,Ma la tu che eriPrima di essere te,Fata dagli occhi stanchi,Arrosssati da un fuocoChe è chiuso dentro,Ma
Legami fantastici
La fantasia,Dall'equoreo seno,Ha labbra scolpite nella faccia,Unghie disegnateCon una scheggia di mattoneSulle dita e sulle braccia. IngoiaE non sente i sapori,Gli odori,Le voci. Non ha gambe da spalancare,Non lingue per confondere. Ha sorelle più puttane,Cugine malate,Madri defunte,Figli fatti di colla e baci. Anche
Voi, quelli là
Avete crepe senza muri,Quadri senza finestre,Abitazioni senza case,Gemelli senza cuore. Avete fame di sete di sogni di fama. Beati voi,Ché noi,Còkoi sogni di fame di sete di senno,Ci nutriamo la beltà.
Non avrai nemici
Mi hai fasciato i piedi con mattoni di gomma,Dipinto gli occhi dei colori dell'estateE delle domeniche di maggio.Le unghie, le hai nutrite con sorrisi,Le labbra affamate di sbadigli.Mi hai insegnato i nomi delle strade E i cognomi delle stelle,I versi
Case mute e preziose
Stavolta è per me,Perché si arriva quando hai da direE non hai a chi ed è una costruzioneTua,Una casa muta e preziosa,Dove coltivare montagne e allevarSatelliti;I silenzi uno sopra l'altroIncollati con frasi di circostanza.Risate per tetto, assenze per porte e