Nelle grotte, sul fondale
Le reti si riempiono di pesci ciechi,Dalle cucine spariscono i cucchiai,Sulle sponde, un fauno bagna gli zoccoli:Li ha comprati in Olanda,Ma son fatti in Cina.Il flautoE' ciò che gli rimane Per sedurre le sirene
Il lamento del sorgo
Hai cercato di cogliere i fioriDell'ironia con l'inganno.Schiacciavi i tasti, muovevi la testaSu e giù come le tapparelleDi una città abituata a se stessa. E contavi le rondini che ti erano finite in tascaSbriciolate dalla lavatriceE le lucciole,Un fango tiepido che
Karma
Eviti le formiche,Se puoi,E il passo, sulle grateDei parcheggi è sotterraneo:Una palpebra che chiude fuori il prestoE il tardi,Campane incinte a dilagareSui silenzi. Dove abiti?Il tuo numero?Cosa vuoi dimenticare nelle tascheDella tua premura?Quanto cosa non mentire?E se dividessimoPer due uno zeroAvremo
Intèrrogati
IntèrrogatiCerca un valoreUna misuraUn grilletto o il fondoDa carezzare,Da scheggiargli il cuoreE qualche budello.La luce è spentaIn camera tuaMa forseHo sempre sbagliatoA guardare.
Il futuro nostro
Abbiamo le nostre canzoni,Le nostre pizze, I gelati, gli yogurt. Le unghie, abbiamo, Mai lunghe e mai spezzate,Come se le bucce fosseroQuelle dell'uva e delle ciliege. E abbiamo tre o quattroSillabeSempre sulle labbra,Nostro regno e prigione. Siamo i guerrieriDai molti cavalli,Spade che gettano fumoSui sapori,Affilate
Scrivere pesa
Si scrive per dare pesoPerché un foglio scivoliSvolazziDisegni traiettorie eDirezioni, perché diradiGli spazi per trarne distanze. Si scrive per cercare peso,Strapparlo alla carta, all'elettricità,Alle palpebre tremanti, al timone delleTenebre, al verso del gufo e delPoeta, alla fame, alla demenza,Alla reticenza del
Come te
Mani aperte, nasi umidi.Volti volti alla voltaCeleste l'animoE gli occhi in attesaDell'incespicare astraleCome fosse solo lìLa nostra chimera possibile.
Tartarughe
Tartarughe arrampicate sugli alberiGrandi come pentoleA piangere dal guscio,MuteA fischiare frustando la codaE i gusci vuoti rovesciatiLetti per le piogge acide,Cope per lacrime nobili,Nebbie sottili,Stelle cadentiChe ricoprono il sottoboscoE fanno incespicare gli arcobaleni.Altre tartarughe sulle finestreImposteChiuse da un morsoChe mandano
I loro cani
E ancora tartarughe perSchiacciare le case,Far schizzare i letti e frighi dalleFinestre e riempire gliOrridi e le voraginiE gettate in acqua,Gli occhi chiusi,Carezzare i cani delle sireneE dei serpenti marini.
Il baro
Ama il cioccolato neroLe tette biancheRovista con le unghie sporche nello stomaco e nei polmoni.Disegna finestre chiuse sui petti,PorteSulle schiene. Ama gli occhi verdiLa carne rossaRicama guglie diroccate nelle trame dei modestiInsegue i sogni in autoCon gli sguardiLe bugie. Ama le caramelle