E morenti
Più volume.Più code.Più curve.Più e meglio,Ché tagliare ha tante facceQuante un dadoE occhi quanti ne vorrebbe un dio.E più volume.Meno fretta.Perinei in bilico su una vetta.Venti fortiMari poco profondiE mani sporche a trattenere le ore,Senza badare ai minuti.Resta la notte,Unico
Ghigne di vetro
Rose di pietra:steli lunghi quanto il Monte Consùl,Il profumo uno sgorgare selvatico di ruscelli.E' qui dove vivi tu?Oppure è laggiù,Dove i cuscini hanno fame,E masticano tutta notte come placide vacche?Conosco anche i sepolcri gommosi delle arpie,Dolciastri di burro e punti
Tre
Mulino bianco coca cola e marmellata di perle.Volpe civetta pioppi e stelle.Muso verso il mare il giorno il giornale e il caffè.A chiare lettere, dove l'occhio scodinzola,E' scritto il colore della prossima nuvolaE della scarpe che porterà.
Dalla nostra parte
Abbiamo cominciato a restare sedutiAscoltando lo scricchiolio di uova rotteE briciole calpestate:I genitori si ammalano, gli zii muoiono e dei nonniCi siamo abituati a fare a meno.Facciamo fatica a denigrare le fotoDi gruppo,Le sfide non raccolte e a difendereI cattivi
Grigia mano
E il grigio scese come un buongiornoUna mano calda plasmata in cenereA infilarsi in boccaE giù, giù, giùArrancando fino al fegato eAlle verterbre.E aveva la presa di un lottatore,Le ciglia scure cucite una a unaSulla carne grigia e ruvidaFremente di
Not for women
Sdraio allineate, una mano, il dorso, la sabbiaChe si arrampica sulle rughe tatuate.Uno sdraio in due, si distingueI polpacci pelosi, schiariti dal sole,Salti, profumati di edera Senza foglia, senza fiori, senza timori.Solo una fune, leggera, leggendaria,Di tenerezza tra opposti che non
Venti sognati
Sono passati vent'anni da quando venniCosì com'ero,Senza pace e senza pistola. Quelli braviHanno imparato a portare i tacchi,Quando camminanoSul petto maciullatoDei loro incubi. I meno braviGli leccano le palle,Gli eroi gliele mordono. Sono passati vent'anniDa quando il crudele GeremiaAbbracciava il soleE si accucciavaNelle
I preganti
Pelle rossa, mani giunte,Febbre alta, braccia tagliateE accartocciate prima di scagliareLa seconda pietra.Leggemmo coraggiosi i testamentiSulle loro lapidi dipinteIn viso.
Gravità
Cadono i denti, i capelli,I culi e i piselli.Cadono i veli e i bambiniE le inibite tentazioni.Cadono i fiocchi di neve e i gelati,Le braccia, le stelle e i morigerati.Noi stiamo nelle scarpe,Più che stare in piedi e cerchiamoLe cure
Vana boria
Tu e le vanterie,Le volgarità,Le sigarette. Tu e la voce alta,Il più di quello che è,Il qualcosa quando è stato nulla. Tu e le amicizie finte,Le esperienze gonfiate,Le prime persone travolgenti. Tu e questi vuoti:Fuori dai barNei negozi del centro,In auto che parli