"La città eterna" di Antonio Scurati**(*)
Tanto bene comincia, e si sviluppa, questo racconto della serie dei Corti di Carta, n° 18 di quella che ho capito essere la seconda serie, quanto fastidiosamente e frettolosamente si conclude.Peccato, peccato perché la serie di allucinazioni che cominciano ad
"Quinta corsa" di Margherita D'amico***
E siamo alla stretta finale, di questo post e di questi Corti della collana I corti. Quanti me ne mancano
"La ragazza che guardava l'acqua" di Giorgio Faletti*(*)
Ultimamente ho un problema con la lettura nel letto prima di dormire. Devono assolutamente inventare un elfo, un robottino, o mi accontento anche di un topo o un acaro gigante che mi tolga gli occhiali, mi prenda il libro e
"Il prete peccatore" di Alberto Bevilacqua**
Non ho ancora finito di leggere la inutile vecchia giovanile collane de I Corti, che mi è presa un'altra mania.Questo è il secondo, che leggo, e sono più corti ancora. E se non fosse stato per questa mania credo che
“L’estate strana” di Eraldo Baldini***
Ogni tanto devo faticare come una bestia per trovare la copertina di questi inutili e incomprabili corti di una dozzina d'anni fa, e ogni tanto, come in questo caso, con L'estate strana, di Eraldo Baldini, ne trovo a bizzeffe, e
"Senso di giustizia" di Sandro Ossola***
Lo so, lo so, lo so e lo so. Questa immagine è piccola!Dovrei scannarvi la copertina, quella maiala, ma non mi va. E' che questo libercolo non contavo di leggerlo oggi (ieri, per voi) e invece, in sala d'attesa per
"Quel giorno pioveva" di Paola Zannoner***
Quando metti via i libri ci sono alcune scelte dei lettori che apprezzi. Non, non a livello culturale. Nomi come Camilleri, Sparks, Smith, Patterson, Cussler, Deaver, King, Steel, Casati Modignani e altri che non vi sto a elencare, hanno uno
"Io sono le voci" di Danilo Arona***
Ho finito questo libro un'ora fa.E' uno della lista dei libri che non sto leggendo, uno di quelli che più passa il tempo e non li leggo e più mi sento in colpa. Tanto per cominciare perché io li voglio leggere.
"Tra Fès e Meknès" di Enrico Fovanna***
Mercoledì me lo sono dimenticato a casa, così, in pausa pranzo, che non ho avuto, ma che ho finto di avere, leggendo delle righe mentre ricollocavo qualche libro, ho preso in mano un altro libro delle stessa lunghezza, leggendone metà,