Quasi poesie

Che i ragniGrandi e fulviTessevano una tela di un solo filoDa luce a luceLungo la strada:Grani di polvereChe si rincorreno sopra un coriandoloParole che ci siamo detti con gli occhiPerché avevano troppe lettereDa mettere insieme.Era notte nei suoniE negli orologiMa

Mi è rimasta la paceSotto le unghieDopo aver grattato vieEtichette e adesiviChe tenevano insieme le oreLa polvereImpazienteSi è scagliata come una belvaPer guadagarsiLa tanto anelata immobilità.Io non ho fatto altro che girare paginaPiù lentamenteLeggere riga per rigaSenza che l'occhioStia troppo

Ho studiato al lumeDi lune vuote e piene.Riducevo tutto a cerchi e triangoliC'è forse dell'altro?Eppure non riuscivo a imparareChe i vampiri sono soloBuffi animaletti pelosiDal sorriso sfortunato.Non sapevo misurareLa distanza tra fata e stregaFatta di sole rughe.Ho sbagliato persinoNel calcolare