Quasi poesie

Fa freddo anche nelle mutandeQuiIn queste vie senza negoziSenza alberi che non sianoDi nataleDove i muri si rimboccano i manifesti.Portami una penna e un pezzo di cartaChe lo voglio disegnareUn alberoMentre aspetto che ti vesti gli occhiPer insegnarmi a nuotareNelle

Si crepa, in qualche modoSi disegna occhi sulla cartapesta e mani sulle spalleA condannareSi crepa a cena sbriciolando il paneDavanti a un altare di saleE fiori di plasticaCosì come la sedia che gratta il culo senza toglierti i jeansMa si

Toglimi il coloreFai di me solo trattoRisparmiami le sfumatureLe curveLe paureToglimi il colore dagli occhiDalle paroleSucchia il sensoCancella dai pratiE dalle orchestre le viole.Toglimi il colore dalle maniGrattalo via a forzaDi carezzeChe io restiSolo uno spostamentoD'aria e rumoreToglimi il coloreTogline

Tienimi in mano il cuoreCarezzaloPerché è un cuccioloEd è fulvoIl pelo che non ha mai avuto.Tienilo in altoCome un altareUna preghieraUn sesso caldo e odoroso.Tienilo sulle spineChe tantiSono i petali da sfogliare.Tienimi in mano senza guantiSenza pelleO compassioneOgni battito una

Lo soMi avete visto disegnareLe maschere sui semaforiE sulle preteseSulle pentole inveceDisegnavo i coperchiE sui coperchiPorte e finestrePerché non ero capace di disegnare il freddoO l'impazienzaMa voiVoi dalle mani incollateAi bicchieri e alle sigarettePer poter intrecciare paroleE sciogliere silenziProprio voiRimarrete

Tu che hai bucato con uno spilloLe mie vocaliMi ricordo di teVolevi spegnere la seteChe ancora non avevoE non ricordoSe l'hai fatto o meno.Ma non ti pare folleTenere in mano un fiore?O una penna?O una carezza?Non hai forse la stessa