Quasi poesie

Ci è voluta un’intera notteA spingere perché si aprisse il cielo.Ora si è sbeccatoE gli spruzzi di azzurroSporcano le finestre e le pozzanghere.Passa una ruotaE paiono ripulirsiMa poi l’azzurro tornaCon i denti scheggiatiGli occhi persi nella facciaCome il cielo che

Per incantare la prospettiva basta qualche bottigliaAnche non allineataBastano righePolveri sottiliCose che non hoLa inganno alla buonaLento al contattoGioco a spostarmi per spostare le coseLa inganno quasi sempreE non importa se sono io lo sconfittoMoneta cattiva, paga quanto una

Ascolto una canzone di vent’anni faChe ho ballato cantato ascoltatoE mi accorgo che le orecchieChe sembrano più grandi e consumateIn realtà sono le stesse di vent’anni faLo stesso mi accade con lo zucchero filato e le ciliegieChe assaggio con la

Ecco sìProprio poco faÈ tornata la spaccaturaDel mio mancato essere artistaChissà perché poiIn due categorieNon so se principaliChiDipinge ciò che vede(non fraintendete, no,Non parto di realismo o simili)E chiVedeCiò che dipingeCome DalìIo credo.E non parlo di FuturismoSurrealismoE dintorni.Semplicemente dello stare

Sto tagliando il caneIl pelo, intendoÈ un lavoro immaneNodiTreccePulciTerraSangue (?)Flora e fauna indefinite.Realizzo due coseChe non so se riuscirò a tagliarlo tutto, questo canePrima che il pelo ricominci a crescereNon mi piaceFare cose che non terminano prima che siano

A furia di blog, mail, post, forum.A furia di ficcare il naso e mostrarsiQuesto grande specchio che non riflette mi ha dato una soddisfazione.È facileBasta mettere ‘gelostellato’ su googleE luiPoverinoTi dice con finta gentilezzaCelando a malapena spocchia e derisione“Forse cercavi