Quasi poesie

Cristallo è una parole piena di 'r' e piena di 'l'Le puoi sentire nella voce altaNegli scherziNel recitare sè stessi.Quanto piove il cristallo perde la 'r'Nel diventare tergicristallo.Se non capite non importaE' facile spiegareBasta la voce altaChe dice CrrrristalloE che

C'è chi non capisce quandoUn parapetto divide o difendeC'è chi si pensa soloSovrappensiero.Gente che non haDa fareE non farebbeEppur si muove.Il parapetto si agitaIl tempo che guizza nelle veneDel legnoGenteChe ancora coglie fiori e non capisceChe per una stillaDa cogliereServe

Dicevi che la distanza scolorasvanisceDisamoraNon riuscivi a capireQuando ti dicevoChe su una foglia si puòDisegnare una pulceE una montagnaTi eri attaccata al tempoE allo spazioCercando di tenere vicinoIl corpoE lontano l'abbandonoNon capivi che l'estasiE' densitàE la meraviglia dell'andareAnche sul drittoE'

E non mi dire che non l'hai vistaNon puoi dirloEra nel latte caldoNello sfavillare squillanteDelle mele caramellateNella mano piccola che sprofondaIn quella più grandeL'hai vista nel tradimentoNelle fugheNelle bugie senza le rugheChinaSi allacciava le scarpeCon una sola manoChina disegnava un

Eri un diavoloOra puoi dirmelo.Ora che lietoTi ho già graffiato in voltoE leccato due volte almenoLa stessa ferita.Eri unoChe alle parole dette preferiva le sentiteChe nel tono dei lividiTrovava l’aroma del fioreE l’arco dello strumento.Eri un Carnevale affollatoChe mi cadeva

Non eri tu che diceviChe ti spingeSolo la bellezzaLa curiositàE la sfida.Non eri quelloChe trattava i semiPer radiciE i fioriPer germogli?Non ti ho mai correttoNemmeno quandoAvevi ragione.Ci siamo tenuti i tortiCome pollineCome fantasiaSolo raramenteCome perdono.