Pieghe
Non sai quantoLe pieghe delle coperte somiglinoAlle viscereDi un animale misteriosoMai nato eppure estintoChe porta i dentri solo nell'ombraE respira con le codeNon sai quanto ho penatoCercando le rugheLe ciglia crespe dei vecchiIl crinale dei tramontiChe attraversano una fogliaO una
Raffreddore
E così è arrivato anche il raffreddoreA nuotare nei suoi starnutiCon le orbite vuoteE gli occhi legati a un polsoChe ciondolano a ogni bracciataDice che sull'orizzonte scivolaChe i fazzoletti gli lasciano una compagniaDecadente e annoiataDice che non può aspettarsi nienteDalle
Umidità
CertoC'è troppa umiditàTroppo calcoloTroppa premuraLe parole non fanno che correreAl riparo da un'ombra all'altraDelle siepi e dei paliDella luceLe strisceDella linea di mezzeriaSporche di terra e rane schiacciateSi svegliano e cambiano posizioneSi arrotolanoImitano un senoL'ellisseLe bisceE tuttoPer inchiodare i pensieri
Sbadataggini
Era venerdìGiorno di primavere e fruscio di guanceE quel giorno soprattuttoLi vedevo guaireE agitarsiVedevo i corpi appesiAlle sigaretteNon del tutto fuoriDel proprio bicchiereSi massaggiavanoLe spalleAlcuniA suo di ghigniAltri sedutiSul proprio sorrisoAd ascoltarliE mentre le primavereErano tuttePiante con germogli dimenticatiLe guanceZittivano
Non ridere
Non ridereNon è bello guardare le ombreE scorgere le facceI ghigniLe boccacceNon ridere perché un sorriso neroTaglia i mari più delle ondeE come una zanzara lontanaDalla rivaL'ombra l'haMa non la vede.
Il mare via le onde
E soffiava, soffiava il mare via le ondeQuasi con gioiaCon la determinazione di un bimbo che le vuole saltare tutteE più sono grandiE più rideMentre la schiuma discute stremata con i suoi capelliChe non ne vogliono sapere di fermare i
Sputavi sangue
Ti ho vistoSei arrivato di corsa e sputavi sangueE negli occhi mi si sono rincorsi gli uraganiMostri mariniFatti di sale e persiane rotteCuori di zucchero ammuffitiCol sudore appallottolato fra le pieghe delle veneLa rabbiaEra un desiderio di puliziaDi pioggia che
Succo alla pera
Gente ne vedo tantaDi quella che misura le giornateCon le tacche della batteriaChe sa come funzionanoI distributori self serviceI caselli automaticiLe code in tangenzialeSenza leggere le istruzioniE io che sono di quelliDistratti dalla vita in suChe shiaccia sempre il prezzoAl
Buoni propositi 2009
Prima di cominciareFinireE che non sia un casoSchiacciare le ditaUna a una in un pugnoE poi gettarle lontanoCon i rimorsiChe si fanno scontrini accartocciatiE i rimpiantiVentoChe quello non costa nienteMa si dimenticaMentre per i primiIl prezzo l'hai già pagatoPer i
Lo schricchiolio dei cuori
E' che tu non sei quello di giorni faHai gettato il cervello dal cavalcaviaCon il grigio che colava dal nasoColorandoti gli occhiAvevi freddoMa non a sufficienza per tremare e il culoEra solo qualcosa da muovere o colpireNon sei quello di