Portamenti
Porta tu i coloriPorta i capricciPorta una scala per le pozzanghereE una per il marePortaCon te intenti e zannePerché di dentiCome di radici e vantiNon si ha mai abbastanza.
Generoso diluvio
Porto l'autoAd accompagnare la pioggia a terraStrisciando sull'asfaltoSbatacchiandolaQua e làPresa per i capelliPer la golaPer il culo.Lei si divideBonariaE generosaPer risparmiare la vita di tutti
Marzo che viene , marzo che va
In questo marzo che vieneCon le giornateCome birilli che si alzano in piediE corrono viaIn questo marzo di nebbie dalle mani velociDi ciglia che si allungano fino al mattinoRincorro il difetto incurabileDi non lasciare abbastanza spazioTra un dito e l'altroO
Di nebbie lente
Di quelli come meChe delle nebbie cercanoSolo le suggestioniE delle ombre le tascheDove nascondereLe caramelleE le chiavi di casaDi quelli che pescanoParticelleE nomiE bicchieriE fotografano il buioLe cortecceLe rughe della manoDi quelli sbadatiChe graffiano gli occhialiPrima d'esser ciechi.
Delitto perfetto
Avevi i piediSepolti dalle stradeE dai viottoliDalle altre vieInnesti come fugheGiungevano singhiozzi e malizieMa tuNoNon immaginaviPer non farmi immaginareNon piegaviIl capo alla buferaPer ridere dei miei inchiniAvevo timore delle ombreChe soffocavano le notti a maniNudeE il sole compliceDi un delitto
Carnival nights
FreddoBuioE maschere per chi ne indossà giàOgni giornoE d'ogni tipoGhigni che volevano crescere in sorrisiSillabe che volevano combinarsiIn altre paroleCarezzeAddestrate a fingersiBuonanotti
L’equilibrio
Sono giorni che cerco tascheChe mi stiano in equilibrioSugli abitiO nelle guanceCome un sorrisoO una nuova rugaLe ho cercateCome si cerca di fuggireO di vincereO di riconoscere le stelle e i loro nomiStufi quasi subitoAnche del firmamento migliore.E ho cercato
I gelsi
I gelsi privatiDei rami e delle ombreStanno come soldatiRughe in pugnoStremati, a difendereI campi dalla stradaChe ugualmente li trafigge.Un cartelloStradale e freddoDi tanto in tantoOrdina la ritirataMa la gola è recisaE così il tattoE l'udito.E le radiciSono il cancro della
Primavera insana
Piove tanto cheGli schizzi sull'asfalto paiono fioriLe pozze aiuoleDi questa primavera insanaChe sarà qui tra mesiIo la vedo oraChe si tiene le maniDavanti agli occhiDi vetroAppannato
Un tempo
C'era un tempoIn cui il volume era figlioLeggitimo delle canzoniDa zero ai proiettiliCon ali di farfalla.I coloriErano senza vergognaI cibiSenza tempoLa deontologiaL'encomioIl pettinarsiErano zanzareCongelateNell'acqua piovanaE non marcivanoQuel tempoE' adessoEd è sedutoIn un auto di lussoIncollato al sedile