Gabbie aperte e occhi sulla faccia
Ho liberato le ditaScorrere via su carezzeDi maniChe non mi appartenevanoScintille colorate di un fuocoSenza dentiGhigni teneri disegnati a chinaSu labbra gonfie e serrateHanno provatoA dipingermiAnche gli occhiChiusiSopra i mieiMentre li spalancavoPer la meravigliaDi tutte le gabbie che ho contatoSolo
Colpi di sole (1)
Il voltoA strisce chiare e scureLa barba che sposta la polvereLe cigliaRagnatele venute male Cerco di evadereAspettando che il sole sciolga le sbarre
Tempo
Non sono ioMa è TempoTempo che ha un sorriso sghemboChe piega troppoVerso il nasoPorta al colloAppesaUna clessidra.Il cristalloSempre freddoRiempito di orologiDa polsoChe ingorgano il passaggio.TempoHa unghie finteScarpe silenzioseAquiloni senza filiHa una camicia stropicciataE un bottone strappatoStrettoNel pugnoDi chi non riesce
Funi spesse
Ho riso fino a farmi esplodere la facciaSpeso i debitiCome fossero soldi falsiTu annuiviDicevi sempre 'per favore'Io divoravoUn silenzio dilaniatoGià da tuttoCiò che è già superficieDistratto perché attrattoFieroPerché legato da funi spesse
Come se non li vedessimo
Come se non li vedessimoI culiSeduti più sulla plasticaChe sul legnoLabbra che mettonoLe paroleI baciI sospiriI sorrisiIn bilico sul dubbioE come se non li vedessimoLoroChe hanno fatto e dettoMentre noi che abbiamoSolo scritto e pensatoStiamo sedutiIn una pozzanghera d'acqua limpidaChe
Sabbie mobili
Strade come formichePercorsi disegnatiDa gocce e rugheSabbia che vomita i miracoliSenza averli masticatiColpo di tosseChe devasta un castelloIn una bollaDi salivaDanzano libelluleCon code di cavallo
Statuine
Si divertonoA fare dei giorniStatuine di malinconiaMescolano ciccheOcchiateBollette e caffèChe non sanno separareCon un bacioO il profumo della pellePulitaE le statuineHanno occhi come chiodiMani di ragnoE fiato di cristalloMa loro si divertonoCongelano carneE zucchineCome fossero tempoViaggianoMa non sanno che facciaFareDavanti
Note
Mi hai trovata nei numeriNella moltiplicazioneNella sottrazioneHai raccolto lo sdegnoCon un cucchiaio di plasticaSbeccatoTenevi alto il vessilloA bada i malumoriMi hai ascoltata comeUna canzoneDi quelle che non mi stufoMai di sentireIo ti ho regalatoLe noteTu oraScrivine altre
Dell'eterna menzogna
Dovreste credere a noiChe cerchiamo di fareDelle parole un luogoMiglioreE più lontanoDelle loro lettereA noi che abbiamo sempre voceMa mai la stessaChe diciamoLe cose di ognunoPerché siano di tuttiE quelle di tuttiPerché non le capisca nessunoDovreste credere a noi allora?MessaggeriDi
Domande perfette
Le voci portano e portanoViaMisteriE perfezioneI bambiniSoprattuttoCome quello che davantiAl mareHa chiestoIndicandoMa chi è che spinge l'acqua verso di qua?E che risposta dareO darei?Nessuno?Dio?Il vento?I granchi?Le navi?O i bambini che fanno il bagnoDall'altra parte?Oppure tutti costoroA turno o litigio?Alla fine