"La ragazza dagli occhi d'argento" di Dashiell Hammett***
Me lo diceva Frank e me lo diceva il vampiro, quando si parlava di Chandler o giù di lì.Leggi Dashiell Hammett, anche.E io, 2-3 settimane fa, quando cazzabubbolavo per la baracca di libri usati o scontati di Lignano ho visto
"Morfina" di Michail Bulgakov**
Ero contento, ci fosse Bulgakov.Contento perché Bulgakov, per me, è la faccia bella dei russi, assieme a Pelevin, e perché ho amato, enormemente amato, Il Maestro e Margherita, nonché sono stato ferocemente avvolto dai suoi due romanzi brevi Cuore di
"Lo stato di grazia e altri racconti" di Harold Brodkey****
Domenica era bel tempo. Molto bel tempo. E io andai al mare, a passeggiarlo, e mi portai dietro due sole cose, nelle tasche, la macchina fotografica e l'ipod. Poi mi son detto, e vabbè, m'infastidirà, non mi sta nella tasca delli
"Manuale di zoologia fantastica" di J.L. Borges e M. Guerrero***
Proprio ieri Nick, chiacchierando nel post che precede questo, ha sollevato l'idea di una mia evoluzione nelle letture. Sì, la risposta, probabilmente. No se invece penso a cosa forse si potrebbe pensare osservando da fuori. Che io abbia una predilezione per
"Unico indizio la luna piena" di Stephen King***
Scrivo questo post un po' combattuto, nel senso che non sono sicuro di come inseririrlo, se tra i libri o tra gli epub.Io non possiedo, cartaceamente parlando, questo libro. E' arrivato tramite vie traverse (grazie ;) in formato epub, e
"L'animale d'allevamento" di Kenzaburō Ōe***
Sì, okay, ci ho messo troppo a trovare la 'ō', con quello stramaledetto trattino sopra, per poi accorgermi dopo tre secondi che dovevo andarmi a pigliare anche la 'Ō' maiuscola
"L'ingenuo" di Voltaire**
Ho finito di leggere questo racconto lungo di Voltaire della solita collana del Sole domenicale circa
"L'esorcista" di William Peter Blatty****
Si parlava, qualche ora fa, davanti a un caffè, con Frank, per la consegna del suo libro dato in geLotteria, del fatto che egli ami di più quando recensisco un libro - o un argomento fisso - piuttosto quando salto
"I ragazzi di Anansi" di Neil Gaiman***
Tante cose.Questo, per il 2012, è stato il mio libro del primo dell'anno.O meglio, che ho cominciato, il primo dell'anno.E nemmeno camminando in riva al mare.E nemmeno dentro il solito trench neropellato.Non è un problema.Il libro del primo dell'anno, cioè
"Tornare a casa" di Javier Cercas**
Posso dire che c'è troppa Spagna, dentro questi racconti? Si può?No, non è poi per questo che non sono riuscito a farmelo piacere, chiaro. E anzi, questo non è certo un difetto