Luna cicciona
La luna ciccionaHa mangiato i boschiE le zanzare e oraDigerisce pianoLe stelle,Le finestre,Le nostre occhiate.La luna cicciona diceDi essere una cavitàNel buio che non vuoleFarsi violentareLa luna cicciona scoppiaE imbrattaI sogniE le ciglia e le mattineSono tutte cantineDa ripulire
Piove di faccia
Piove di facciaPiove a perdifiatoPiove sugli occhialiChe hanno voluto gli alberiRimasti senza foglie.E i sogniSi sono alzati dai cusciniE sono andati viaSenza prendere l'ombrello.
Grigio
Questo grigio che promanaDall'asfalto e mi si attaccaAi vestitiAlla facciaAgli aggettivi.Graffia le camice dall'interno Spende tutto ciò che non haPer averloE inventa il motoE lo perpetuaE dipana le budellaAi coloriToglie la fameSputa nella pioggiaSi lava nel velenoDelle sue occhiate resta
Falsità
Contano sulle ditaI fiori necessariPer una tortaUna prigioneUna primaveraLi mangeranno le bisceE gli sciacalliPrima che faccia giornoCarezzano le guancePaffute e grigeDelle giornate piovose.Stendono ad asciugare i piediE il pettoAppiccicosoE le unghie sbeccateLe stradeAllungateMa non bastaPrima di giornoAvranno mangiato i pesciE
Occhi sulle mani
Mi è cresciuto un occhio sulla mano Si spalanca quanto il palmo Ma lo tengo chiuso Per non confondermi Un altro Allungato Sonnecchia sulla spalla Un terzo lo copro Con le mutande e sta diventando Cieco Solo dal sonno, Sogni pescati
Sveglie e serrature
Dalle case rimbalzanoI saluti delle sveglieAlle finestre.BorbottiiCigoliiA sorbire indifferentiMusicheFate impazziteE un bippare selvaggioChe sfonderebbe le porteSe non gliele aprissero.E prima o poiLo faranno.
Viaggi perduti
Intanto i piediLa rocciaLe maniGiunserò a nuditàE sporchiS'incamminaronoVerso stradePorteE occhiDa tempo chiusiE abbandonati.
Ciechi
Dentro me rido di meSempre un po'Solo pieghe leggereE vaghe sul voltoDistolto lo sguardoQuel che resta è una menzogna
La guardiana
La guardiana tendeLa mano scuraE la pazienza stremataSi fa da parte eSorrideMostrando rughe e voraginiLa guardiana non haVeli sulla linguaO tempo da non perdereE gli spiriti di morteGli sono vicini e lietiE tante sono le volteE gli occhi attraverso Cui
La stessa cosa mia
Hanno messo fiori freschiSulle tombe vecchieGli amiciSono stati rapitiDa lavori mal pagatiDa famiglieChe non hannoVolutoNè vorrebberoMai piùE io tento di nuovoDi mettere ai piediQualcosa che non assomigliA un paio di scarpeMa a un qualcosa da lasciareNegli occhi di chi leggeE