Quasi poesie

Il mio ragnoTesse dalla tastiera al frigoTele di ruggine e leggerezze;Il mio gattoGraffia senza lasciare segnoLe ante della credenza.Io che credoA tuttoE non prendo nienteSul serioVivo in un labirintoCon le finestreSporcheMa aperte

Scegli tu le mie parole più belleTi pagherò con altre paroleLe pescherò guizzantiDallo stomaco e dalle ormeChe più hanno sprofondato il fango.Scegli tu il margineIl registroI segni d'interpunzioneMa i colori sono i mieiRicordati che puoi solo mescolare.E se scendi le

Gli spettri si amplianoSi allarganoSoffiano come mattiGhignano e spulciano le lettereChe non hanno mai spedito.Hanno sonno e coloriAnnodano le nuvoleAi pioppi e alle tortoreSi fanno più sottiliDi iridi pasciuti.

Aspettiamo la neveIl verdeChe passino a raccogliereLe ordinazioniChe non ci ricordiamo di aver lasciato cadereGli aghi si pieganoScombussolatiIl nordE' solo una tacca più grossaChe come noiVorrebbe dimagrire

E per quest'anno l'augurioE' di ricordare che senz'ariaAnche un profumo soffocaE che il ghiaccio bruciaQuanto la fiamma.Vivere sapendo che le paroleSi assaporanoLe frasi si masticanoMa le lettereS'ingoiano intereE bene sarebbeNon scordare che più delle tascheCi servono i bottoniE che l'1