Fantasia
Si ferma di scattoE il seno traballa come un castello di carteHa le mani in tasca ma è nudaE quando si voltaL'uragano pettina i faggi e fischiaIn faccia ai dadiMa non facciamo in tempoNon l'abbiamo mai fattoA scartare i doni
Sul dorso dei topi
Siete stati storditiPiegati, battuti, sconfitti.Avete avuto sete e vanitàFama e cognizioni. Vi siete indignatiDi fronte ai muriAlle farfalle, ai solchiNella terra.Avete voltato le spallePrima che il fiatoDelle tombeVi potesse risucchiareMa non era il vostro tempoE quello che vi era stato
L'ordine nelle cose
Mettere ordineE' anche un lembo di copertaSollevatoUna valigia chiusaUna scarpa già slacciataUn respiro in fugaE non ancora respirato
Cecità
Sei di quelleChe l'unico crimineNella propria notteE' la luna pienaE se un'altalena sta al mareDiciCome la voce alle paroleE l'alba tende a sparireCome un dente conficcatoNella carneCosa restaA te che non hai specchiPer guardarti gli occhi
Pascoli di polvere
Tutto il tempo si rannicchia nelle cose inutiliMagari un po' vacche, sì,Ma così importantissime
Guinzagli e sbadigli
La stessa gocciaVestita di pioggiaMi ha attraversatoLa stradaRincorrendo gli sbadigliChe avevo liberatoDavanti a me.I sogni, quelli noLi ho lasciatiA casaA giocare a carteMa senza le briscole
Da una scheggia
Scegli una scheggiaUna solaQuel che resta di una finestraUna scorribandaUna fortuna sfiorata.Ora facci una casaUn castelloUn granello di polvere senza porteFacci un'onda inselvatichitaDal VentoUn quadroUn ramo disegnatoTroppo drittoDa non sembrare piùDello stesso albero.
Rugiada
La stradaAsciugandosiDisegna un dragoUna menzognaUn sospiro.Se ne sono andati senza aspettare il vento.Avevano pieneLe tasche di frettaE le labbraDi velluto.
Indecisi
IndecisiNon vogliamo lasciar vincereNe lasciar perdereIndecisi come l'ondaChe non sappiamo maiQuando comincia a tornare indietro.
Sulla stessa ragnatela
Rimani sulle spineChe è come un gioco di specchiE non sei tuNe ioNe la malattiaChe aspetta alla portaIl momento giusto per bussareE bizzarroIl modo in cuiIoE teE tutti quelli che conosciamoStremati eppur ignariAbituamo sempreSulla stessa ragnatela