Vampe e suture
La pioggia ci ha risparmiatoIl silenzioE i bolloriHanno spento gli incendiE le candeleL'asfalto si è riempito le rugheDi polvereCuciti coi fili d'erbaI campi hanno fiutato il buioE lo terranno strettoFino al mattino
Disegnata
Hai legato le maniAlla luceUsando il filo della lamaCi siamo nutritiPer un po'Di buone azioniE labbra senza paroleSono stato ioA disegnartiUn giornoChe mi avevi prestato una matita
Guizzi in una scheggia d'acqua dolce
Mi hanno rubato gli occhiE hanno pianto per meE i pesciGuizzavano e avevanoSete.E mentre marcivi in frettaMi sono tenuto le parolePer non sentireLe tueNon sia mai che mi sporchinoL'umore.E così solo alla fineMe li sono ripresiGli occhi.E non c'erano pesciMa
Destini da ingannare
Intoniamo note che abbiamo rubatoAgli strumentiChe non ci sono serviti.Godiamo dell'ammirazioneDei consigli ben datiDell'auto nuova.Vorremmo essere più magriAvere coloriDa sapere chiudere in valigia;Alberi per caseE fragole per dessert.Abbiamo bicchieri vuotiReti strappateDestini da ingannareA forza di bugie.
Nebbia sul mare
Sei come nebbia sul mareCiecaOndeggi e ti posiFalenaSulla cresta dell'onda Ti fai portare a rivaE per altri mariVoli via.
Porte, stanze, finestre
Le porte del tuo palazzoErano d'acquaLe finestre non stavano mai da soleI muri si preoccupavanoRughe e lacrime d'umiditàA declinare l'invito del tempoErano chiuseLe porte del tuo palazzoE i pesci neri guizzavano sugli stipitiA diramare anelliChe non riuscivano a sposareNemmeno i
Rudere
Hai staccato il muroCoi dentiMattoneDopo mattone.Li hai sbriciolatiNe hai fatto tanaE polvere.Hai tolto il risoAlle finestre,Lo stuporeAlle porte,La pelle ai muriDopo averne permessoI tatuaggi.
Ombre annebbiate
La nebbia ha sposatoIl fumo dei comignoliE stretta tra le ditaTi tiene l'ombraChe non scappi per dispettoO inseguire una comodità.
Canali di grano
Mi hai guardato con gli occhiSfalsatiUrlanti di rugheChe mi hanno graffiato e preso.Ti immaginavo ciòChe mi anneriva le maniDi more e cortecciaAi tempi in cui le troteGuizzavanoCuriose nei canaliDi scolo dei campi di grano.Io ti preferisco ai proverbiAi cerchiAlle opinioni.Adesso
Il mare descritto
Che il mare descrittoAlza la sottana e zampetta Fino all'altra spondaE' un sogno obliato.Quello pensatoHa fatto le valigieChiudendole con un calzinoAnnodato.Il mioQuello nuotatoE parlatoE camminato,Mi scrive lettere di profumoDai quadri e dai pensieri.