Quasi poesie

Brucio di polvereLe palpebre in gabbiaTu deviataNoi balzelloniTutto appeso a un amo di cenereChe non sa reggereIl nostro pesoTroppi liquidiE solo gli alberiE i cartelliNon sanno nuotareIn una valigiaIoHo messo una conchigliaTuUna nuvola che zoppicava Abbiamo agitatoVersato in un bicchiereNella

La pioggia è un pennelloI fari sfumatureChe leccano e divagano.Ho messoLa stanchezza in un angoloAccartocciato il silenzioCon una canzone in gola.E sveglioE incautoE superboE mutoL'inganno ha cedutoIl passo.Una marionettaHa chiuso il libroE la fine nessunoLa ricorda più.

Gatti incautiIndociliCui l'istinto regalaVoce umanaAliSospettiLabirinti.Gatti tesiDa stella a stellaA riconsiderare le geometrieAllacciare filiPer cucireL'indomani a stanotteQuando sogni e sonni paionoNon bastare o nonVolerne sapere più.

Carichiamo i telefoniLe batterie Gli ipodLe giornateChe non si splancano.Come mosche intrappolateDa un sole bugiardoOgni voltaA lasciarle morire nel sonnoTestardiCerchiamo nelle finestre,DimentichiChe una porta va trovataBussataE distrattaCome la morteLa pioggiaLa creatività.

Ci tenevi a ricordarmiChe arlecchino era un demonioBiancaneve una puttanaE la vitaUna solaCi tenevi dentroLe tue veritàNelle paroleCi tenevi sulle spineA sanguinare a piedi nudiSgocciolando nel terreno la curiositàCi tenevi all'oscuroCome il fuoco spentoDi una lampadina bruciata

Guido con le mani tra le nuvoleAscolto canzoni di fedeE rimozioniCon un piede tengo a terra l'altroPerché il vento non mi porti a pascolare.Ma lui è furboHa gli occhi che si immergonoNel costatoMi guardaRideE brucia tutte le maniglie.