Quasi poesie

La buonanotte arriva e trotta e sbottaVoce festosa e mutaChe carezzaInterferenza al sonnoDi brezza sotto la sottanaDi seno scopertoDi mare nascosto in una fontana.Ma la buonanotte trotta e scotta e langueGozzoviglia e schiumaFuori di sennoSe solo diventaL'osso sano di un

Il temporale di ha rubatoUn sogno,Lo ha seppellito di foglieGli ha bagnato i piediE la sottana.Ci ha lasciato la pauraDa salvareMentre annaspa nelle pozzanghereE vicino ai marciapiedi.Le nuvole grigieUsano ancora i fulminiPer grattare la pancia ai prati.

Pupazzi di mieleStorpi,Marionette,Ballerini muti,Favole che hanno messo i dentiE staccanoI capezzoli di madre Meraviglia.I sogni di zuccheroSospesi sul cratereAspettano pioggiaE ventoE un po' di coraggio.E verrannoE andranno via con le ciliegieI petaliDi quel che ci portiamo dietroMa non è la

Si dice delle fateDelle gallerieDelle mosche che volanoSu un oceano.Si dice senza saperloSconosciutiIgnariPresuntuosiE presuntiSi dice a voce bassaA bocca chiusaPunto dalla puntaDella linguaE quello che si è dettoTaceIl resto

StronzeggioRimandoDileggio.Il tempo delle sedute si è fatto seduzione.La cattiveriaHa regalato la maschera ai poveri.Le strade hanno indossato la pioggia.Le nuvoleInsegnano l'onanismo al cielo.Io mi sono stufatoParlo alle foglieAlle crepeAlle gocce sul cruscottoCarezzandone i singhiozziE l'ilarità.

Ti ho rivistaMi hai cercatoTi pensavoNon avevi da direNon avevo più specchiSentivamo freddoFuochi spentiE tintinnio di bottiglie.Portavi una nuvolaAffogata nei ricciIo l'entropiaDi un mappamondoNella maglietta sudata.Mi hai rivistoTi aspettavoNon abbiamo chiusoMai la portaIn faccia alle fantasie.Tu avevi un sorrisoIn tascaPerplessoIo

Ferite al pettoCome schiacciareCon la scarpa un pulcino.Ferite alle spalleArrampicate come serpiCongelate.Ferite alle maniTagliCome navi alla derivaSul palmo.SquarciFiori slabbratiBocche cuciteE poi esplose.ParoleAlla fineFerite di lettereSulla pelleDi quel che abbiamo ancoraDa raccontare.