La buonanotte
La buonanotte arriva e trotta e sbottaVoce festosa e mutaChe carezzaInterferenza al sonnoDi brezza sotto la sottanaDi seno scopertoDi mare nascosto in una fontana.Ma la buonanotte trotta e scotta e langueGozzoviglia e schiumaFuori di sennoSe solo diventaL'osso sano di un
Temporale
Il temporale di ha rubatoUn sogno,Lo ha seppellito di foglieGli ha bagnato i piediE la sottana.Ci ha lasciato la pauraDa salvareMentre annaspa nelle pozzanghereE vicino ai marciapiedi.Le nuvole grigieUsano ancora i fulminiPer grattare la pancia ai prati.
Generazioni
Pupazzi di mieleStorpi,Marionette,Ballerini muti,Favole che hanno messo i dentiE staccanoI capezzoli di madre Meraviglia.I sogni di zuccheroSospesi sul cratereAspettano pioggiaE ventoE un po' di coraggio.E verrannoE andranno via con le ciliegieI petaliDi quel che ci portiamo dietroMa non è la
L’esercito del sabato
Eserciti di bicchieriDi trucchiDi bottoni.Guarnigioni di sigarette e di canzoni.Morsi di cerniereBaci da masticareCapelli soffocati negli abbracci.Il sabato calpesta i corpiLa notte guarisce le ferite.
Non si dice
Si dice delle fateDelle gallerieDelle mosche che volanoSu un oceano.Si dice senza saperloSconosciutiIgnariPresuntuosiE presuntiSi dice a voce bassaA bocca chiusaPunto dalla puntaDella linguaE quello che si è dettoTaceIl resto
Pioggia che parla
StronzeggioRimandoDileggio.Il tempo delle sedute si è fatto seduzione.La cattiveriaHa regalato la maschera ai poveri.Le strade hanno indossato la pioggia.Le nuvoleInsegnano l'onanismo al cielo.Io mi sono stufatoParlo alle foglieAlle crepeAlle gocce sul cruscottoCarezzandone i singhiozziE l'ilarità.
Ti ho rivista
Ti ho rivistaMi hai cercatoTi pensavoNon avevi da direNon avevo più specchiSentivamo freddoFuochi spentiE tintinnio di bottiglie.Portavi una nuvolaAffogata nei ricciIo l'entropiaDi un mappamondoNella maglietta sudata.Mi hai rivistoTi aspettavoNon abbiamo chiusoMai la portaIn faccia alle fantasie.Tu avevi un sorrisoIn tascaPerplessoIo
Ferite
Ferite al pettoCome schiacciareCon la scarpa un pulcino.Ferite alle spalleArrampicate come serpiCongelate.Ferite alle maniTagliCome navi alla derivaSul palmo.SquarciFiori slabbratiBocche cuciteE poi esplose.ParoleAlla fineFerite di lettereSulla pelleDi quel che abbiamo ancoraDa raccontare.
La cesta delle malelingue
Ho sbirciato nella cesta della superbiaCon occhi di forestieroLi ho lasciati cadereSprofondavano nel groviglio schiumosoDelle malelingueFestosiE sorridentiHo tentato di fermarliGridandoMa la lingua è fuggitaCon le altreE il silenzioMi ha sputato in faccia
Castelli cavalcioni
Leggi lento le pieghe Sul bordo della lunaUna canzone ti tienePer manoConsumando le noccheHai imparato A disegnare un cuoreE un amicoAlla tua malinconiaNe hai fatto un castelloDi carteChe avanza verso la risaccaCavalcioni su un'onda