Quasi poesie

CircondatoOrecchie annegateDalle cuffieVite che si riempionoDi paroleE sigarette,Meschine, Dall'avvenire che sta tuttoIn una borsaCostosa.Vite stretteOffeseLegate dai pulloverPer imprigionare i culi grossi.Un tizio senza avambracciFatica a mettersiIn piediSembra una focaSull'asciugamanoMa ride spessoMentro io perdo tempoA chiedermi se è capace di afferrareUn bicchiere

E con grattare di ruggineTutti i cartelliHanno cavato i piedi dalla terraE trascinandosi i lombrichiHanno fatto della corsaUn vanto. Triangoli, Frecce, Nomi di morti E di luoghi, Tutti lontano dalle strade,Abbandonate al caos

Non le valigieMa le tascheSono i compagni di viaggio.E non i pontiNè le digheA spostare i fiumiBensì le rane,I topi,I tuffi,La sincerità.Arriva sera e il secchio è vuotoA volte ci dimentichiamoPersino d'averloAppresso.Tiriamo un calcioUn'occhiata al cieloMa dal cuscinoNon funziona più.

In punta di piediSi è avvicinato un sognoDi unoChe non dorme.Ha bussato,Carezzato le parole prima di gettarleViaDi nasconderle nei cusciniTra le persianeSui comodini.Si è nascostoAspettando di tuffarsiNegli occhi sporchi del sonnoDel buongiorno

S'inginocchia e soffia sulle finestreSui lampioniSulle lucciole come se volesse spegnerle.Si alza in punta di piediPer stuzzicare i pini.Soffia nelle mutandeE sulle lenzuolaSenza discrezioneSparge semi e sbircia dalle serratureE' uno solo, Ma noi diciamoChe sono venti.

I cipressiNotturniSmaniano muovendo i becchiLe cresteSpargendo la resina al ventoAssieme alla resaDei pratiSconfittiDopo il taglio dei dentiDi leone.E i nonni salutanoL'auto che passa In silenzioUn bastone curvo e forcine,Lo zioE' orgoglioso dei pochi successi,Mi saluta con un ricordoDolorosoMentre sorridoE resto qua.