Ti immagino
Ti immagino che dormi,Le righe di un libroDanno colore al primo sonno,L'ombra del mentoDisegna una carezza sulla spalla,Che ha scalciato e spintoPer scacciare la sottoveste.Ti immagino che dormi,La mano piegataCome una farfalla,A cui respiri sulle ali,Il buio che scosta il
Lune per occhi
Sei arrivataVestita di tempestaLune per occhiSatelliti per collanaAvevi fretta e tempoE tenevi in pugnoLe tue ditaGelosamenteSei arrivataVestita di grandinePiegata dalla nebbiaIn tascaFiori e altalene
Ragni dalla chioma frusciante
I pioppi e i saliciSi sono stufatiE piccatiHanno abbandonato la rivaCamminando sull'acquaCon le radici;Ragni dalla chioma fruscianteChe tessono una tela di schiumaE foglie.Noi,Da sempre sulla spondaLi guardiamoMeravigliatiSenza capire se siamoDalla parte del benvenutoO dell'addio.
Un vento che non si muove più
Dal seme cattivoHai plasmato le fantasieE le risate.Hai piovutoGrandinatoLegato le serpi ai polsiPer correre più veloce.I rami si sono chinatiPer deporre le cicaleGià morteE scricchiolanti.L'uraganoInciampando nei tergicristalliPiangeE vorrebbe tornare nella mia tasca.Ma tu hai tuonatoScheggiato le stelleCrepato i volti dei
Gli egoisti
Questo velo di foschiaE il frusto cinguettare dei passeriNon basterannoA difenderci dal caldoE dagli egoisti.Arriveranno picchiandoI pugniLa seteLe libertà.Succhieranno il cuoreAlla pazienzaLe palle all'invidiaGli occhi al buon senso.L'inverno arriveràPensiamoMa non ne siamoDel tutto sicuri.
Poche cose
Poche cose ho amatoCosìTi dissiIl mareLe paroleI suoniIl mio respiroNascondesti Il disappuntoPerché l'amore umano non haLe gambeE non èUna cicatrice.Poche coseE poco chiareCertoHai detto.Ma come dimenticareChe siamo fattiCosì?
Parole magre
Da quando le paroleSi son fatte così sottiliE grazioseLe ritrovi inatteseChe ti gonfiano le mani,Che si fanno carezzare. E la dimenticanzaAuspicata,La rabbia sedata,La tristezza rigidaNel suo vestito da seraStaranno in piediFuori dalla portaA costruire guerrieri di cenereChe il vento soffierà.
Nota sconosciuta
Hai rubato gli zeriAl cuoreNe hai fatto povertàTedioRoccia umida di fastidio.Hai prestato le ditaAlle maniGli occhiAlle cigliaI passiAi piedi.ImperaviTremanteLama sottile per affettareL'ariaCon una nota sconosciuta.Ti piaceva,SuonareMa eri tuLo strumento.
Ti piacevano gli smashing
L'una e mezzaAncora prestoI grilli sono andati viaIn groppa al sonnoFingi di avere spazioE tempo per attraversarloPieghi il capoE tutti i sudditi.Inventi un mare violaFra due bugieFingi di cantareMa ti piacevano gli smashingE il freddo Non torna più.
Complimenti
La mattina ci ha aspettatoE adesso scaldaSenza fare complimenti.Del resto noiScalzi e spettinatiOcchi sporchi e labbra seccheNon ce li meritiamo affatto.Così ci resta l'acquaIl sonnoE un buongiornoPer mescolarli alla giornata.