Quasi poesie

Arriva la nebbia,Tenera,E non ho mai capito perchéSembra un'amica,Che rallentaE dipinge il mondo,Al di là dei fari.E io che apprezzoScommesse e perplessità,Mi sento a casa,Spengo i fendi, La radio,Le dita,I dentiE la voglia di andare via.

Quando il fumoE il piombo dell'albaProfumano di chiaroCapiamo che la direzione si nascondeNel passo che verrà. Anche l'azzurro,Che ho visto zampettareDietro gli alberi,Alla fine della strada,Non ha ancora fatto colazione.Porta sottobraccio una stampellaDi sonno,E nelle orecchie lo sbuffoE sberleffoDegli autobusE delle

Hai scolpito la grazia in una grassa bugiaDelle scheggeNe hai fatto saponeE fuocoE vapore.Mi hai sempre incantatoMentre usavi le mani come pennelloE i respiri come tela.Non avevo modo di esaudireDesideri,Così li ho rapitiE uccisi uno a uno,Leggendo il futuro nelle

Noi.Fuori, lontano e prima.Noi che non abbiamo calpestato le aiuoleO i diritti.Che non abbiamo parlato sopraO durante.Noi che non eravamo lì,Che non avevamo il coraggio Del vandaloO la coscienzaNè del ricco, nè del povero.Noi chissàSe abbiamo fatto beneO se lo faremo

La bambola dai capelli piombiniHa un piede in tasca,Senza calzini,RidacchiaE si pulisce gli occhiAncora gonfi,Con l'unghia dell'indice,Che stride sotto un incisivo. La bambola piangeDi pozzanghere,Lacrime lunghe intere strade,E maestraDelle piccole azioniInsegna la voglia di far niente,O la barba,Spostare i libri,Buttare soprammobili. Muove

Pelle.Comincio dalla stessa radice.La nebbia prende per il culoLa pioggia.Una striscia bianca sopravviveE i Russi NeriDominanoE scelgono le paroleTra quelle scartateDagli oratori.E negli oratoriLe preghiere hanno la facciaTostaE mentre canto, il sorpassoSi morde le labbraCol sangue che palpaSenza ritegnoE con

 La fame delle mani è una spina in un’unghia. Una girandola di colori nelle mani Di un bambino, Che vola e lo porta via, Sopra le nuvole. La sete del cuore è una parola scomposta, Di troppe consonanti, una risposta troppo facile, Un inganno con le gambe di

Porto la stanchezza a passeggiareFianco a fianco ai cimiteriAbbandonatiDopo la festa. Il buioSputa lontano,Da far paura e meravigliaMa senza nascondereO mutare. Abbiamo lampadineE porte,Vestiti nuovi,Aperitivi. E lavoro,Ladro di tramonti.

Mi cantavi ninne nanneSuonate con un barattoloE una lima per unghie,Cuocevi il paneE la fragranzaLa tenevi tra le ditaE le ditaTra le mie,Cercavi nel cassettoUna graffetta,Una magiaSotto al cuscino,Una caverna in petto.Non mi hai chiesto,Nè ascoltatoE mi è sempre andatoBene