Quasi poesie

Ricordati tuChe lo zero è un numeroE che solo i bugiardiE i cuori di spocchiaCercano di venderti che lo siaAnche l'infinito. Ricordati tu delle scadenze,Dei compleanni,Di mettere la freccia. Ricordati tu che le baleneNon sono pesciE nemmeno i sommergibili. Ricordati tu di chiudereL'auto,Aprire

Strade di vetro,Alberi di cristallo,Prati di porcellana. Le case si lascianoCrescere i capelli,Le bare congelano per farsi dimenticarePiù in fretta. Fiumi di ghiaccio,Foglie di panna,Uomini di neve. I gatti camminanoSu zampe invisibili,L'abbaiare dei caniSi appiccica ai muriE le sirene,Senza coda,Vanno ancora più svelteA

Con rammarico e parsimoniaGetto occhiateA questi tempiDove è difficile persinoSaltareSul carroDel più forte. La lealtà è vagheggiataLa beltàNemmeno da carezzareLa libertàUna ciecaStrategia. Disegnamo cazziPiù grandi di noiSui muri degli asili.Solo questoCi resta.

Ho trovato scrittoSu uno scontrino,A gesti e macchieD'inchiostroNon stampato,Che le rotaie sono serpiE abbracciano il mondo,E le stazioniLo mordono di passi,E le strade,Sono funi teseA strizzare la carne.C'era scrittoChe le città sono chiodi,Bulloni,Spilli.I fiumi,Vergini,Aspettano il cigolioDei cacciaviti.

Sono tornate le stelle belle,Storpie e snelle,Tremanti di gelo,Col guinzaglio in mano,E la gola piena di tenerezze,Da non riuscirle a sputare. Una,Più chiara,Occhieggia,S'acciglia.Fosse per me,Grida da lassù,Sareste tutti Re! Tiro il fiato,Guardo altrove:Son tornate le stelle belle