Ricordati tu
Ricordati tuChe lo zero è un numeroE che solo i bugiardiE i cuori di spocchiaCercano di venderti che lo siaAnche l'infinito. Ricordati tu delle scadenze,Dei compleanni,Di mettere la freccia. Ricordati tu che le baleneNon sono pesciE nemmeno i sommergibili. Ricordati tu di chiudereL'auto,Aprire
Nel tuo mondo
Vivresti in un mondoDove le case,Gli alberiE le stradeHanno i piedi;Dove piatti e penneHanno le ali;Dove i coloriHanno le ruoteE i buoni sentimentiUna pistola.Le canzoni,Nel tuo mondo,Avrebbero dieci note,O poco più,Tutte diverse.
Cocci per sirene
Strade di vetro,Alberi di cristallo,Prati di porcellana. Le case si lascianoCrescere i capelli,Le bare congelano per farsi dimenticarePiù in fretta. Fiumi di ghiaccio,Foglie di panna,Uomini di neve. I gatti camminanoSu zampe invisibili,L'abbaiare dei caniSi appiccica ai muriE le sirene,Senza coda,Vanno ancora più svelteA
Sui muri degli asili
Con rammarico e parsimoniaGetto occhiateA questi tempiDove è difficile persinoSaltareSul carroDel più forte. La lealtà è vagheggiataLa beltàNemmeno da carezzareLa libertàUna ciecaStrategia. Disegnamo cazziPiù grandi di noiSui muri degli asili.Solo questoCi resta.
Città come chiodi
Ho trovato scrittoSu uno scontrino,A gesti e macchieD'inchiostroNon stampato,Che le rotaie sono serpiE abbracciano il mondo,E le stazioniLo mordono di passi,E le strade,Sono funi teseA strizzare la carne.C'era scrittoChe le città sono chiodi,Bulloni,Spilli.I fiumi,Vergini,Aspettano il cigolioDei cacciaviti.
Nella dispensa
Cinque minutiSoltanto,Per mettere insieme una lamaDi parole. Noi che abbiamo nel piattoIl passato,E nella dispensaLe crociPer i fogliDel calendarioChe verràE disprezziamo,Silenziosi,Ma non muti,Chi fa l'opposto.
Ci scortichiamo
Ci scortichiamoLe mani per cambiareUn occhioAll'automobile. Diciamo che c'è freddo,Vento,Umidità;Diciamo dioCazzoUffaE qualche altra decinaDi inutilità. Compriamo telefoniNuovi,LibriVecchi. Abbiamo fame,Sete,Sonno e pocoPochissimo altro.
Fogliebarche
Sei cresciutaCome un alberoSu un alberoSull'acqua. Le radici, braccia tese;Le foglie barchePronte a cadereE partire Lungo il riflesso Per non tornare più.
Le stelle belle
Sono tornate le stelle belle,Storpie e snelle,Tremanti di gelo,Col guinzaglio in mano,E la gola piena di tenerezze,Da non riuscirle a sputare. Una,Più chiara,Occhieggia,S'acciglia.Fosse per me,Grida da lassù,Sareste tutti Re! Tiro il fiato,Guardo altrove:Son tornate le stelle belle
Primo giorno di sole
Primo giorno di sole.Gli alberi di NataleArricciano il nasoE tu dormiSorridendo al cuscino,Che ti presta i suoi sogni.Primo giorno di sole.I guard-rail abbandonano le stradeE s'accoppiano agli alberi,Attorcigliati,Ululando ai festoni.