Domani no
Dov'è la vita?Mi hai chiesto.E io ti ho mostrato un gattoAi margini della stradaInvestito.Ti ho parlatoDel mio frigo nuovo,Ti ho spiegato Come si pesca a strascicoE in quale ditoHo un'unghia più lunga. Hai rifatto la domanda.E ti ho riempito le mutandeDi coriandoliChè
Nel grembiule dell’asilo
Eri lì,Spaccavi i musi di paroleE denti e dimostrazioni,Al sacroAvevi rotto il culo,Al profano il cazzo,E a me,Che ho lasciato la noiaNel grembiule dell'asilo,Un passo soltantoChe ho rifatto tale e quale.
La fata sull’orco
L'urgenza ha le mani slegate,Lo sai,E puoi nasconderla nelle tascheMentre invecchi,O gridarla tuttaOra,In faccia a orecchie strappateVia dalla propria testa. Comunque stiaLa fata sull'orcoAvrà sempre scarpe di timoreE un mantello di pazzieDa spendere,Da far fruttare.
Che morde il sole
C'è un deserto zeppoDi fiori velenosi,Una pioggia in cui le gocceSi chiamano per nome.C'è una farfalla che morde il sole,Una maschera che svelaL'altra faccia della luna.C'è il tempo,Che di sé ne ha abbastanza,E c'è la voglia,Che non si basta mai.
Il culo e la coda
Pompini a colazioneE facce scureDa limare coi sorrisi. Amico di quelliChe diluviano e portanoA spasso scaliniE frattali. Mi hai presoPer il culo e la coda,Ma ioNon li ho avuti mai. Ho perso la testaTra le orecchie,. Hai cercato in basso,Hai trovato un elastico,Un tremore
Arriva lei
E arriva leiIn mezzo a questi due gradi sotto,Il sorriso fino ai piediE bianco e lillaPer la chioma. Arriva lei e ti mangia il cuore:Ne ha di nuovi,Freschi,Colorati.Forse anche quest'anno,Assieme ai germogli,Ce li darà.
Ghiacci e capricci
Uso l'alchimia per fare le torteE il moto perpetuoMi serve per l'ortoE per girareLe pagine ai libri.E tu lecchiGhiaccioliDi libertà e capricci,E quel che non diciLo ascolti,E se dilaghiè solo per beltà.
Scettro di carta
Ho disegnato un castelloSopra un capello bianco,Ti ho fatto Regina,Attraversata come un mareE su una rugaMinuscolaHai disegnato un capelloLeggero,Una trama perduta:Uno scettro di cartaDi un'anarchia decaduta.
Il suono del corno
La superbia ha il culo di fuori,Si regge a malapenaE non ha sudditi.Se i pesci sono gli occhiDel mare,Una petroliera è una ferita.E nella foresta,Il suono del cornoNon è più l'eco del cervo, Ma il delirio del cacciatore.
Dalle labbra
Domani avrai gambe stanche, La facciaPiegata in un sorrisoSghemboE appeso alle ciglia. Domani avrai pensieriCon una tagliaE una tascaIn più. E la direzione della stradaLa cercheraiNelle buche. E l'essenza,Scoprirai,Passa e passeràSempre dalle labbra.