Forchette per nuvole
La delusione ha un ombrello di calmaLa nebbia più di trentaTasche per abito. Di due menzogne,Non se n'è mai fatta una,Ma di una si fannoSempre più di due verità. Gli arcobaleniSono forchette per le nuvole. I quadri,Le orecchie dei tuoi muri.
Piccole vite graziose
Dove seiTerra che ti arrampichi sugli occhi?Dov'è la notteIn cui mi hai accarezzato col respiro?E dove ho lasciato i panniMai indossati,E i carri vuotiE le sale d'aspetto stremateDa quelli che hanno cercato di rendere graziosaLa loro piccola vita?Centinaia di ricordi
Tutti i vestiti in tasca
Tu che metti tutti i vestitiIn tasca,Tu che sai fare di un mattoneUna casaE viceversa,Tu che riesci a mettereTutta la bellezza che hai In una sola risataE poi ancoraNella successiva.TuSempre in cerca di quei pochi,Che riconoscono quanto detto.
Ragnatele di zucchero filato
Loro hanno braccia lungheChe trascinanoPer chilometri,Dita come archiE frecceDi un Cupido zoppoE figlio di puttana.Hanno ragnatele di zucchero filatoPer mosche di cioccolatoAgli angoli delle stanzeE delle strade.Loro han sempre freddo,NoiSempre fame.
Bellezza gatta
E' tutto facileQuando si puòO non si puòAndare altrove.La bellezza è un gattoChe sfuggeAi fanali dell'autoE potrebbe essereQualsiasi altra cosa.
Senza semi
Io che cerco parole mistiche,Un pensiero mioDa donare,Una canzone di BuckleyAlla radio,L'idea della sana morteNei pensieri. Io senza semi,Ma con nidiE radici.
Si va
Si va.Sempre.Ovunque. A dormireE in vacca.Al mare,A scuola,A puttane. Si va piano,Avanti,Lontano. Si va a casaE a fanculo. Si va A quel paeseDove si va dentroE fuoriE incontro. Si va male,Bene,E come si avesse soloTesta e codaSi va fuoriDai coglioni. E alla fineAnche da fermiConsumati lungo i
Due volte vivi
Eravamo il fumo carneficeA forma di cuore,La mano sul culoDella moralità degli altri.Avevamo sogni a sonagli E sonni truccatiPer durare di più. Eravamo fieri,Ma volevamo essere Fiere,Ed evitare gli occhi dolciE le multe salate. Eravamo due volte vivi,Ma non ce n'eravamo accorti.
Seminavi semafori
Ti ho sentitaCiabattare da moltoSeminando semaforiChe adesso predicano fieriIn strade dalla faccia sporca. E raccoglievi segnali,Coperte,Calzini, Delusioni,Con una scodellaE qualche borsa di plasticaA tagliarti le mani,Che non ti fermavi maiA raccogliere. Ti ho sentito per anni,Madre,Mettere troppo zuccheroE troppo salePoi preda del ventoPartorito
Occhi lunatici
Che una luna cosìHa dentro i vortici e la maionese,Divide in tre I quadrifogli,I quadratiIn cerchiE ti prende per mano primaDel freddoE dell'uragano. Che una luna cosìHa il tuo nome e cognomeE sangueE timoreE codice fiscale,E se la guardi,E con due