Quasi poesie

Sono stato nudoTra le tinte mute dell'inverno. Curioso di spogliareGli alberi, cercari i seni,Le malie, i veleniGiocosi dell'infatuazione. Sono stato nudo,Rincorso dai vestiti, dalle frasiFatte,Dai condizionali e dalle password. Non mi avranno:Ritaglierò tascheNella pelle, per portareCon me la diversità.

Cercano dentro un pesce,Le mani a graffiare le viscere,I denti per ridere,Cavati uno a uno,Allineati come viene. Ne nascono ghigni,Sberleffi senza gambe,Maree di un giorno soloE sogni di una notte intera. Tutte scusePer non restareCon tutte le carezze in mano.

Tu e le tue matite,Mi disegnavi bruttoCon poche ali,Nessuna catena,Mille occhi chiusi dalle labbra,E denti affilatiA occhieggare dalle palpebre socchiuse.Mi disegnavi la coscienzaPulitaE le mani sporche,Di entusiasmo e lugubreTrasgressione.E se tu,Cuore di nuvola,Non avessi capito un cazzo?

E sei volata viaSopra l'acqua che rideCon ali di coriandoliE un vestitino leggero che il freddoTi ha mangiato.Una libellula di otto piani,Aveva le lacrime agli occhi,Si mostrava cauta,Rispondeva ai cenni con cenni,Come se avesse le mani.E quando ti sei accortaChe

A voi,Coriandoli immensiGrandi quanto pianeti.A voi,Regine del non dettoAd alta voce.A voi capricci deliziosi,Vendette inoperose,Confini tra gli elastici.A voi che riempite la distanzaTra una rosa e unaMimosa.