Quasi poesie

ScartatoPer la prima voltaCome un regalo immotivatoUn prato che fatica a seguire la primaveraUn aggeggioChe cerca di funzionareUna trappola per pochiUn ruga cresciuta su una fogliaE' così che sonoPoema dai fianchi lontaniCarezza che cammina da pelleA pelleE' così che vorrei

Se le parole seminasseroSe stesseAppena sgusciate dal pensieroSulle stradeSerpi viscide ma colorateVagherebberoUna sull'altraUn mare di spire da bloccare le ruoteDi poltigliaE di sibiliDi veleno inveceNoHa preso casaDecisamente più a sud

Arrivano giorni in cui i piediAffondano nelle scarpeArrivano a cavalloCon la spada nel pettoE i rantoli appesi alla cintaArrivano senza bussareAncora prima del caffèGiorni in cui le maniSembrano avvolte in guantiDi gomma ruvida e spessaBasta metterli in filaBastaChiedergli il nome