"I diavoli della Zisa" di Filippi L.***
Il titolo viene dall’altro luogo, La Zisa, ovvero il casino (no, non c’è l’accento sulla o), splendido edificio che conserva il nome arabo che sta per “la splendida”.
Visto che non mi va di dirvi altro sul libro, visto che essendo corto ve lo potete andare a leggere, se vi capita sottomano in libbraria, vi dico qualcosa sui diavoli, che così vi risparmio di wiki-tediarvi e vi rendo persone più colte. Tanto per cominciare eccoveli qui i diavoli…
Dai provate a contarli…
Vi lascio… un minuto!
(è concesso ingrandire l’immagine per farlo)
Pronti?
Via!
…
…
…
Contati?
Bene.
Dovete sapere che la credenza popolare dice che contare i Diavoli della Zisa porta un sacco di sfiga, e anzi, siccome sono i custodi di un tesoro fatto di tanto monete che, come i loro guardiani, è impossibile contarle, si dice che il giorno in cui si riuscirà a contarli sarà il giorno in cui finirà la miseria di Palemmo.
Comunque potete trovare un po’ di credenze popolari qui oppure qui.
Come dite? Che sono un bastardo e che ora siete pieni di sfiga?
Sì, lo sono. 🙂
Però vi dico anche questa cosa simpatica: c’è un detto popolare palermitano che fa “E chi su, li diavoli di la Zisa” che si dice di quelle cose che le conti e i conti non tornano.
Comunque torniamo al libro.
La scrittura è sobria, forse a tratti, ma solo a tratti, appesantita da qualche infodump di troppo o da qualche ingenuità, su qualche frase. Ma sono peccati del tutto veniali che non si notano nemmeno, perché il libro scorre bene e si legge d’un fiato. Molto adatto il registro utilizzato per la parte 2008, mentre a voler fare i pignoli qualche modifica sui dialoghi del 1342 si poteva cercare, ma è anche vero che siamo in un’epoca in cui non si parlava l’italico e questo avrebbe davvero snaturato la scioltezza del libro, e quindi va bene così.
Mi sono chiesto, durante la lettura, se la leggenda relativa al contare di diavoli fosse già valida nel 1342 e credo di no (il tempo di sedimentazione di una tal credenza popolare credo fosse più lungo, soprattuto se si va a vederne le cause), mentre più probabile che fosse già valida la credenza che questi “diavoli” (che poi sono figure mitologiche) custodiscano un tesoro. Comunque sono finzioni letterarie innocue che ho apprezzato, così come la costruzione della storia.
Bene. Basta.
Come al solito anche troppo.
Ben vengano autori underground come questo!
Al prossimo… e ricordate di andare a votare la storia di Samuele nel post successivo!

Luca Filippi
Caro Gelostellato,
sono orgogliosamente il 1° strafigo a commentare…
grazie per la lettura attenta. Condivido tutte le tue osservazioni, compresa la presenza di un eccesso di infodump nei dialoghi del 2008, che potevano essere un po' più sciolti.
Grazie per la recensione e a presto!
Luca
gelostellato
Lo sapevo che arrivava…
A quanto pare l'ho scampata…
😀
Grazie a te per la lettura 🙂
Simone Corà
Concordo. Bellino e piacevole, si legge in un soffio e si conserva un bel ricordo. 🙂