Aprile 2026

La piazza è piena d'auto: Animali morti, freddi, mansueti; Incollano una ragnatela d'ombre all'asfalto E mentre il silenzio dilaga E il buio sorride di luna, La rosa più bella del giardino non si nasconde Non sfugge Non mette le spine.

Ho rubato un bacio Per le tue labbra dalla strofa Di una canzone sciocca E ne ho fatto verso E l'ho gettato.     Un altro siede Sulle guance e nell'istante In cui stanno per arrossire.     Un terzo si nasconde Nella mano che avvolge la nuca E da lì conta I brividi come

Doveva piovere Ma è arrivato il vento. E quel che doveva piovere Si è trattenuto Dietro un sipario di nuvole scure. La prima goccia ha battuto il tempo La seconda scritto un verso e una nota, La terza, l'ultima, Ha lasciato in consegna un ardore lento Per tutto ciò

Arti senza estremità. Voci impiccate alle lingue. Facce dipinte sui volti. Occhi in guerra, Da una trincea di capelli.   E' questo che siamo?   Il momento in cui ogni movenza Si fa luogo, Ogni chiave serratura Ogni orizzonte visione.   E' qui dove siamo?   Sciogliamo i pensieri Agonizzanti In un mare piatto Di cristalli Spostando le maree