Questo che siamo

Questo che siamo

Arti senza estremità.

Voci impiccate alle lingue.

Facce dipinte sui volti.

Occhi in guerra,

Da una trincea di capelli.

 

E’ questo che siamo?

 

Il momento in cui ogni movenza

Si fa luogo,

Ogni chiave serratura

Ogni orizzonte visione.

 

E’ qui dove siamo?

 

Sciogliamo i pensieri

Agonizzanti

In un mare piatto

Di cristalli

Spostando le maree con un pollice.

Le droghe

Spine senza rosa

Succhiano da tre fori verticali:

Brusio

Meraviglia

Indignazione.

 

E ora che non piove più.

Ora che dalle pietre

Non nascono cattedrali.

Ora che nebbia, neve, rugiada e imbrunire

Sono sterili

E impacciati

E prigionieri da lunghi anni.

Ora.

Io ti porto sulla riva,

Tu lanci un sasso

Guardiamo il cielo,

Scriviamo sulla sabbia un verso

Uno soltanto

L’ultimo rimasto.

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