Contare anatre
Conto le anatre, sotto questa luna delle quattro Ogni notte che torno Con il cuore abbarbicato, confuso, macchiato, sulle spalle Vicino al collo A farmi le fusa. E' il mio? E il sudore asciutto e goduto Sulla pelle delle scapole, Disegna isole di fremiti trascorsi Nel mare delle impurità. Ho
“La muta – mano rubata” di Tommaso Landolfi****
Stavo per perderlo e non leggerlo, questo piccolo libro. Era l'ultimo giorno di scuola, l'11, quindi, e sapevo che oltre alle ore dove si gozzovigliava, la prima era a rischio. E infatti non c'era nessuno. E io che proprio, si parlava col
Viene di notte
Come la pipì, lo spam una newsletter, le stelle, Viene di notte Il pensiero di te. Previsto ma imprevisto. Gradito ma irrequieto. Dittatore ma schiavo, Con la stessa supponenza Di una scritta Sulla condensa del vetro. Con il volto coperto dallo stesso sorriso. Con la mano armata della stessa carezza. Con
Caneprocione
Il latte è caldissimo, Isole di nesquik galleggiano Intorno al cucchiaino, Divinità girovaga. C'è una ghiandaia curiosa, Che occhieggia da una finestra d'aghi Di pino, I merli zirlano Raccontandosi storie nere E arancioni. Sono sveglio da un'ora, Dormivo da due, Tra mezzora regalerò del pane, E dopo un'altra mezza ne mangerò. Il resto sarà
Sul petto scivola
Sul petto scivola La goccia di calore. Perla d'argento.
Stelle maniglie
Contiamo le stelle. Hanno tutte le faccia Piccola; Ad alcune manca. Potessimo incollare ognuna Una maniglia, Non sarebbero porte, né finestre, Ma pentole imperfette, Per cuocere il buio, farne pietanza, Farne nutrimento, Senza briciola alcuna.