Triangoli e stelle
Disteso sul cemento, Su un asciugamano che non ama La sabbia, Tsipras dorme al fianco, E un cuscino con dentro qualche sogno, Ad accompagnare l'occhio in alto, Nella cornice dei tetti. Ci sono solo tre stelle, Luminose quanto vorrei, ma possono bastare: Costruiscono un triangolo Che si può quasi suonare.
Tatsu (breve racconto horror)
Mi sgridano perché ho paura delle cose dove non vedo dentro. Ma una volta ho ingoiato un ragno, dal cartone del latte e ora voglio bere solo dalle bottiglie di vetro. Persino le pozzanghere mi spaventano, soprattutto dopo che ha piovuto, o
Sbit di timp
Lunis di matine, e mi torne Tal cjâf l'arc di chê altre dî Tirât in place Di man precise E sfrontade. No son nancje vot e sint za cjacarâ e cjacarâ e cjacarâ di timps che no son plui Chei di une volte e come chei Di une volte
“Azrael” di Pierluigi Porazzi****
Capita raramente che io legga un libro nuovo, ma di cominciarlo dopo due giorni dall'uscita e terminarlo in un paio di pomeriggi, è ancora più raro. Eppure stavolta l'ho fatto, evviva! Ed è tutta colpa di Pierluigi, e del suo
Tutta e piccolina
Tutta e piccolina, Le natiche raccolte in preghiera In un palmo soltanto, Il mio; Gli occhi chiusi Per spalancarsi azzurri Come briciole di cielo Che hanno macchiato le lenzuola. E tutta E piccolina Tutta piccolina Un graffio Che attraversa correndo a perdifiato La schiena Taglia il collo Sbatte contro il lobo Umido Dell'orecchio, Dilaga in fremiti, brividi, sussulti; Si
Desideri neri
Sembrano battiti di cuore, queste percussioni Francesi Inquiete Antiche Che ogni volta afferrano dall'andito remoto Le mie lacrime e le portano nella luce Della luna Anche quando manca, anche quando è girata Dall'altra parte. Noir desir Membro onorato del gran consiglio dei demoni Candidi Amanti della nostra pace perduta. Quanti sono? Hanno capelli biondi
Non si può dire
Non si può dire. Meglio le bugie. Del mare e dell'alba, non si può dire. Perché ci son cose che no, non si possono. Non si può leggere Sereni sul ciglio della strada, a cavalcioni della statua di Napoleone, mal guardati,
Le macchie, i temporali
Albeggia. Sull'asfalto asciugano macchie di temporale; Sono spettri, Pecore, Draghi, Fiori, Biscotti morsicati. Li immagino in fretta e li metto via, Prima che il giorno ne faccia invisibile schiavitù. Fatta la sangria, Pulito un cassetto, Aggiungo a quello dello scorpione, I baci (I morsi?) Delle zanzare. Ho disegnato un fantasma dagli occhi a palla, Mi fissa
Lant il mâr al vierç
Lant il mâr al vierç Parentesis di sbrume Tornant, lis siere. Trad: Andando, il mare apre/ parentesi di schiuma/ tornando, le richiude.
Il mare apre
Il mare apre Parentesi di schiuma, Poi, le richiude.