“Parola di cadavere” di Andrea Vitali****
La Cargamucchi aveva un paio di anni più dell’Agrati. Oltre che strabica, era anche un po’ pelata. Da giovane aveva manifestato la volontà di farsi suora ma aveva rinunciato presto alla vocazione. Meno giovane, aveva palesato un’altra volontà, farsi maestra, ma anche a quella aveva abdicato poiché studiare, a suo dire, le scatenava insopportabili emicranie. Aveva quindi tentato la carriera di operaia presso il cotonificio, abortita quasi subito perché il suo aspetto era fonte di continui frizzi da parte di compagni e compagne di lavoro e lei ne aveva patito al punto che i capelli avevano cominciato a cadérle. Si era licenziata, ma nonostante questo i capelli avevano continuato a diradarsi. Cosi ora, se le toccava uscire di casa lo faceva con un fazzoletto strettamente annodato sul capo, estate o inverno che fosse.
