Gennaio 2011

Che una luna cosìHa dentro i vortici e la maionese,Divide in tre I quadrifogli,I quadratiIn cerchiE ti prende per mano primaDel freddoE dell'uragano. Che una luna cosìHa il tuo nome e cognomeE sangueE timoreE codice fiscale,E se la guardi,E con due

Costruisci un pensiero,Piano,Ascoltane altriPer unire le ossa;Pesca nelle tue tascheLa pelle e i cuori;Per i muscoli,Non entrare nelle stanzeChe non fanno per te. Non dimenticare molti occhi,UnoPer ogni volta che distogli lo sguardoDa chi non ne ha;Se vuoi farli volareNon credere

  Trovami un ricciolo,Trovamelo.E pensami prima di dormire,Prima che il buioChiami i sogniDell'incoscienza.Trovami il coraggioMinaccioso del giullare.Trovamelo.Desiderami come un'occasione,La mano sul fianco,Il letto comodo e il boscoDi una sconfinata prigione.

La mia neve cade giàIn pupazzi,La tua è fatta di fiocchiDi vaniglia e panna. La mia mano ha una carezzaPer dito,La tua stringe il sesso come la vitaDi un bimbo. La mia possessione è una libertàSegregata,La tua prigione sbarreTracciate con un ditoSulla

Ti ho voluta senza pietàPer la parsimonia. Cavato più volte gli occhiAl non dovreiScavato dalla tombaIl non dovremmo,E la terra gelataE le mani spaccateI barbagli di luce negli occhiGermogliati sul cuore,Erano poca cosa,Ché persino le rime,Di te,Avrei baciato.