“La muta – mano rubata” di Tommaso Landolfi****
Stavo per perderlo e non leggerlo, questo piccolo libro.
Era l’ultimo giorno di scuola, l’11, quindi, e sapevo che oltre alle ore dove si gozzovigliava, la prima era a rischio. E infatti non c’era nessuno.
E io che proprio, si parlava col bidello, sono uno di quelli che non riesce a stare con le mani in mano mai, mi ero portato via questo, così, magari da buttare un occhio a qualche riga, passeggiando ad aspettar studenti.
E infatti l’ho fatto.
Sono due racconti, per una ottantina di pagine, scritti abbastanza densi e quindi non brevissimi.
Ho cominciato col primo, La muta, e mi ha preso bene.
Un prima persona condannato a morte che ci parla di come ci si sente, di com’è sapere la data in cui muori.
Le sue considerazioni, i confronti con altri, che sanno o non sanno di dover morire, ti fanno riflettere. Si entra subito in empatia, e te la aspetti, la lunga analessi, che ti porterà a ripercorrere i perché e i percome, e infatti arriva.
Comunque, quasi quasi, un pezzetto di incipit ve lo metto, così avete presente. Ve lo lascio va.
Ecco, e vi dico che rischiavo di non leggerlo, questo racconto,
E insomma… poi è accaduto, e mi sono letto le prime righe, mentre passeggiavo aspettando una classe che non sarebbe arrivata, e ve le lascio anche a voi
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Unknown
Avevo lasciato un commento, sparito?
gelostellato
mai arrivato, più che altro :/
GiovanniMarchese
Ma cosa c'è nella testa delle persone che buttano via i libri? Segatura? Roba da mandarti fuori dai gangheri!
Mus Montis
Ieri, primo maggio, giravo per Lecco per trovare un negozio di smartwatch aperto, il mio Garmin continuava a spegnersi, vale poco (obsolescenza programmata?) ma becca i flutter asintomatici e fa scattare l’alert. Il negozio dei Garmin era chiuso, ma era aperto il Libraccio. Solo entrando ho deciso che avrei cercato Landolfi, mai letto prima. Ho trovato fra i libri nuovi “Un paniere di chiocciole”, e fra le occasioni “Tre racconti”. È già moltissimo. Va peggio a Gianni Celati, che è sconosciuto, due mesi fa al suo posto ho trovato solo Celentano (Rosita).
La notte, a letto, ho iniziato “La muta”, . Sembrava parlare anche di me, anche io sono un morto che cammina, in attesa che mi portino via (in autoambulanza se sono a Lecco, in elicottero se sono in montagna da solo, all’uopo ho preso un messenger satellitare). Quando credo di non pensarci, arriva un flutter o una scrupolosissima giovane ecocardiographer a pignoleggiare sul crescente gradiente transprotesico per ricordarmelo. Diffida lei, e ora un po’ anche io, dell’understatement professionale del cardiologo esperto che finge di tranquillizzarmi, ma in realtà vuole mettermi a tacere: “No non è cambiato nulla! Quanti anni ha?” – Settanta compiuti l’altro giorno” – Allora è contento….” Sì sono contentissimo, considerando che sono già morto una volta nel 2017… dead man walking.
Quanto al libretto nella spazzatura, mi pare cosa normale. Ieri mio cognato (architetto, e geometra nell’animo suo) ispezionando l’appartamento mi ha suggerito due volte di buttar via un po’ di libri, invece di aggiungere nuovi scaffali. Non capiva proprio perché volessi tenerli.
Però quelli scolastici portati a quintali dai rappresentanti, sì, vanno giustiziati quasi tutti.
Un tempo pulivano i bidelli, ma ora non più, lo fanno le nuove italiane pagate poco dalle imprese di pulizie.
gelostellato
To… ogni tanto ci si dimentica le cose. Le ho ricordate. Del libro, del giorno di scuola. Dei racconti un po’ meno. Ma questo libro, comunque, nonostante anche io abbia fatto le pulizie, ce l’ho ancora. Grazie della rivangata di passato… ha dato un senso a questo vecchio pezzo di diario-libro.