"Lo stato di grazia e altri racconti" di Harold Brodkey****
Domenica era bel tempo. Molto bel tempo. E io andai al mare, a passeggiarlo, e mi portai dietro due sole cose, nelle tasche, la macchina fotografica e l'ipod. Poi mi son detto, e vabbè, m'infastidirà, non mi sta nella tasca delli
Sono affidabile, sapevatelo!
Oggi un post in più breve breve, lo faccio proprio volentieri.Ho vinto un premio figo!Ieri, Angie, con questo suo post, mi ha nominato "blog affidabile" cioè tipo una cosa di quelle che fanno fare i clic a un sito
L’asola minuta
Stamane ho visto i semafori alzarsi e zampettare Per tutta la città. Le auto si scansavano, Spezzando le code all'ansia, Le braccia all'alba, Il cuore tutto all'ilarità. E quanti guanti indosseranno i quanti? Recitava l'ubriaco Fra salamelecchi e inchini, Ridendo dell'asola troppo minuta, Di un cuore matto, Che non abbottonerà.
"L'assassinio di via Belpoggio" di Italo Svevo***
Leggo poco, praticamente pochissimo, in questi giorni, ma non ho rinunciato, alla fine, a leggere i raccontini domenicali soleventiquattroriani di Svevo.E vi chiedo - vale la pena - di leggervi l'ultimo racconto dei quattro proposti dalla collana Racconti d'autore. Dove
Cuore femmina
Abbiamo il cuore femmina, Le ciglia intrecciate Per alcuni chilometri Con una frusta di catrame, Il resto libero, A festeggiare le brezze. Nella sete e negli umori, Scivoliamo gli indici, Per vuotare la ruggine e i veleni Dei giorni troppo uguali. Freddiamo le notti Con un proiettile di gomma piuma Sulle chiappe. Non
Ai fighetti
Quando avrete sete, Rideremo di voi, Delle vostre didascalie, Degli ordini impartiti, Degli squarci sulla pelle. Le vesciche, Le rughe, le figure di merda, Le avete lasciate ad altri E non ve le hanno mai Restituite. I lividi e i peccati, Invece, Sono tutti nostri, Che ne sappiamo far tesoro E bruciarlo in un vulcano. Con
"La giada cinese" di Raymond Chandler***
A pezzi. Più o meno come vi sto scrivendo questo post. Perché è a pezzi che ho letto il libro settimanale della serie Racconti d'autore.Non certo per colpa del libro, eh, sono io che sono preso sempre da millanta cose e
Un nome lunghissimo
Ti spaventi, a volte. A volte cuci una tasca Sulla pelle nuda della malinconia, Ferita come te dal timore D'esser nata grande: Una taglia di troppo per questo mondo, Due per questi uomini. Eppure non nascondi le mani, Per pregare l'allegria, Hai per cuore un felino, Per occhi lo sbadiglio
Vanaboria
Cavo gli occhi al mare, Li brucio alle nuvole, Li taglio con una lama ai fiumi e alle pozzanghere. E le labbra Le estraggo come cuori caldi e viscidi, Le dita poltiglia Di un cielo disumano e gonfio Di spocchia. Tu cos'hai comprato dalle foglie e dalla terra? C'era
Azzardi variopinti
Abbiamo concesso una nota alla notte, E ci ha restituito sinfonie. Delle dozzine d'orizzonti grigi Davanti a noi, Abbiamo scelto un mare Di alchimie barcollanti, Di coriandoli con il viso della luna, Ma colorata. Non avevamo speranze, Ma ci siamo presi l'azzardo. Non avevamo rime, Ma abbiamo rubato un calice vuoto, Un