Marzo 2012

 I gatti baciano la primavera, Di notte, Sulle ciglia scure dei fossi, Le lingue ruvide intrecciate, Le vibrisse a graffiare il buio, Disegnando fiori di pesco E da voliera. Hanno unghie, Vite, Code, Illusioni; La beltà delle magnolie non li spaventa, E nemmeno la Luna, Inarrivabile, Ne sfiora i crucci

C'è una principessa  Disegnata sul muro crepato Di una casa lontana Dalla città. C'è una gorgone con ragnatele Per ciglia Nella stanza, di fianco, Una sirena nell'acquaio, Una fata morta in una pentola sporca E graffiata. E' casa mia, Ma sembra la tua. E c'è una strega dal viso di cane, Plasmata nella

Nel tuo mazzo, Le rose del diavolo  Si avvinghiano alle viole Del pensiero: Una melodia angusta, Discronica,  Di un veleno dolce e corposo, Che ha spalmata sul cuore tutto, Con una lama affilatissima. E ancora crochi e mughetti, Odorosi e sprezzanti Come un guerriero disarmato, Ti hanno circondato per parlarti Di me, Farti piangere, Scoprire,  Darti

E' venuto Grigio,  Oggi, Con la lingua di fumo a grattare i tacchi, Le goccioline sul labbro A rincorrersi, Disegnando ragnatele, Teorie d'asfalto, Volti di cenere. Grigio e il suo muso di cane. La voce di corvo, Le scarpe traboccanti di benzina E caffè, La televisione in equilibrio Sulle spalle, Aggrappata ai lunghi, Secchi, Sottilissimi Capelli grigi.

Mi ha sorpreso,  Bussando, Con le mani timide di abbracci e sete; Nelle mie un cucchiaino di caffè. Indossava un sorriso, Presto mutato in labbra Morse e palpebre socchiuse. E una volta dentro si è spogliato Di piedi e tasche e imbarazzi E pronto, Vestito di fame e primavera, Ha messo

E c'è la primavera che ti sputa in faccia Milioni di germogli E fiori E semi E seni. E ombre nuove brucano l'erba Vecchia, C'è un castello di mosche Su uno stronzo di cane, I mangiatori di gioventù tentano di sbucciare Le ginocchia. Presto verrà l'immensità, Porterà una mascherà di sale E per

Lasciami entrare, fatti trovare. Ché ti cerco in cerchi                                    [del bacino Scivolato senza essere caduto, Dal petto profondissimo  Degli sfioramenti. E dal petto Toglimi il fiato e gettalo Assieme al tuo. Lasciati entrare, fatti cercare. Ché difendo dalla frenesia                                    [la voluttà Sprofondato senza appigli, Senza pretese di dominio O comprensione.