“Animalia” di Julio Cortazar****
Oh my god… da quanto non aggiorno questo povero sito? Non mi ricordo nemmeno più come si fa. Ma Mi spiace lasciarlo alla deriva finale senza un saluto conclusivo e allora… ci provo. Alla vecchia maniera… ovvero riempiendo il post di cazzi miei. Tipo che non è ancora mezzanotte. Io dovrei scrivere la puntata tre della Cjançon plui biele dal mont per Marge, e ho già le 4 canzoni, ma invece… invece niente, mi sono messo ad ascoltare billy woods e ho scoperto chi è Gollywogg, ovvero il titolo del disco. Ho scoparto anche che billy woods si scrive tutto minuscolo, scelta sua, e mi fa simpatia, perché è come gelostellato, che si scrive tutto minuscolo. Non voglio essere uno che ha bisogno di difendersi dietro una maiuscola.
Tuttavia, vi dovrei parlare di animali. O meglio di Animalia. Ma non è cosa facile.
Cortazar, in genere, non è cosa facile. Quindi torno un po’ ai cazzi miei, che nemmeno quelli sono cosa facile. Ho un bicchiere di lamponi, e sto provando la macchina per fare il ghiaccio, la fai ghiaccio, regalo tanto gradito quanto poco sostenibile, e poi mixerò le cose e mi faro la caipi al lampone. Oggi poi era giorno di provare aggeggi e mi sono divertito anche con la motosega nuova, elettrica, che dura poco ma sticazzi se è maneggevole. Ci farò il totem. Le facce. Di aminali. Animali che non esistono. Come alcuni di quelli di Cortazar, raccolti in questa raccolta. Io adoro gli animali che non esistono.
Pensate che andando a Roma, in ferie, last week, la prima priorità era visitare la casa di Luigi Serafini, quello del Codex e altre meraviglie, e invece non si poteva, uffi. E mentre ve lo scrivo sono caduti i primi cubetti di ghiaccio. Chissà che animale c’è dentro questa macchina che fa il ghiaccio coi buchi, e che per ora ho chiamato Michelaccio.
Anzi… ora vado a farmi sta caipi e poi torno. E vediamo di vedere di questo libro.
Fatto. E me la sono anche bevuta. Era deliziosa. E ho scoperto che Luigi (Serafini) compie gli anni il 4 agosto, cioè pochi minuti fa, esattamente come Ivan, che mi ha regalato Michelaccio, il Faighiaccio. Non è meraviglioso? Ma dovevamo parlare di animali… quelli di Cortazar.
Dunque… vi ricordate Cronopios e Famas? E’ l’opera più famosa di Cortazar, credo, ed è qualcosa di incredibile. O piace o non capite un cazzo o siete come me, che rimanete in una scacchiera di bianchi neri e grigi. Alcuni racconti sono superlativi. Vi ammaliano e ne rimanete cambiati per il resto della vita. Altri sono altrettanto superlativi, ma non si capisce un cazzo, se non che il problema siete voi, e non Julio, che li ha scritti. Altri ancora invece potrebbero non dirvi molto, e forse è proprio così. Ecco… estendete questa scacchiera emotiva di gradimento a tutti i racconti di “Animalia“ e siamo a posto.
Nel senso… questa è una raccolta di racconti a tema, con denominatore comune il “bestiale fantastico”. C’è quindi eterogenità, chiaro. Ci sono racconti, per esempio Bestiario, che parlano di una tigre. Anzi… della tigre. Un animale normale. Ma se hai una tigre che gironzola per la tua tenuta e tutta la famiglia deve fare attenzione a non trovarsi mai nello stesso posto, be’… sticazzi, diventa un pezzo meraviglioso. E se a un certo punto pensi che la tigre sia metaforica… no. Poi ci sono racconti come l’Axolotl, che apre la raccolta e ho riletto due volte. Era bellissimo. Gli axolotl esistono ma anche questo si apre con un incipit che è una fucilata. Chi ci parla degli axolotl è ora un axolotl. E ce lo dice subito. E poi ci sono le formiche. Da ammazzare. E poi ci sono i ratti di un racconto abbastanza post apocalittico (Satarsa), drammatico, che è un altro pezzone galattico. E poi ci sono i pezzi brevi, cortissimi, da un paio di pagine, che invece sono surreali a tal punti da essere deliziosi. Il discorso dell’orso, per esempio. Oppure ci sono cose stranianti e persino crudeli, come l’uomo che vomita coniglietti a intervalli regolari. O anche I discorsi del Pinzabecco. Altra perla.
Insomma… Se vi piace Cortazar ed è stabilmente nella top ten dei vostri narratori del fantastico, ecco, questo libro lo dovete avere, perché vi piacere rileggere i racconti che conoscete già e vi eravate dimenticati e ne scoprirete qualcuno che non avevate letto.
Se invece non sapete chi pinzabecco sia Cortazar, okay, vuol dire che vivete nel buco di albero invisibile sepolto al contrario sotto le terre di Mordor, ma… chi sono io per giudicare. Però fate attenzione. Non è sempre digeribile. E’ un mix, per restare in tema, tra Calvino e Serafini, con una spruzzatina di Borges.
Altre ipotesi non le vedo. Per questioni tecniche vi dico che è di quasi 200 pagine ma alla fine c’è una sorta di conclusione epistolare (interessante) di una ventina. I racconti sono 20, e vengono da diverse fonti ma per una buona metà da Storie di Cronopios e Famas e da Bestiario.
Poi che altro? Il disco di billy woods è davvero cattivo e tenebroso. Se non vi piace il rap cattivo e tenebroso non ascoltatelo. E adesso smetto con il ghiaccio… anche perché non ho i sacchetti per conservalo a portata di mano. domani ricomincio. E poi? Niente… ho un altro paio di libri di cui dire, vi dirò. E poi niente. Proviamo a tornare a fare cose utili… o altro ghiaccio.
astrid
Non ho mai letto Cortazar, un giorno forse lo leggerò, intanto grazie per avermi fatto ricordare uno dei miei video di Youtube preferiti di sempre, la canzone dell’axolotl https://www.youtube.com/watch?v=MxA0QVGVEJw