“Il ponte. Un crollo” di Vitaliano Trevisan****
Sono stanco. Non tanto di stanchezza, ma di gente, parole, attenzioni. E scrivere qua, parlare di un libro bello, di un qualcosa, fa sempre bene, a questo tipo di stanchezza. Però, leggendo poco, spesso non ce l'ho, un libro che
Sammardenchio e dintorni
Mia madre, con le parole difficili, lunghe, che non conosce, ha il vizio della storpiature. L'ho scritto in un libro, decenni fa, ma le storpiatue non sono finite con quel libro. Alcune, tuttavia, sono notevoli e hanno oramai sostituito la
“Rombo” di Esther Kinsky****
Mi sono ritrovato a pensare a Glen Hansard, oggi, mentre leggevo le ultime pagine di questo libro. Non c'è un perché, non erano nemmeno pagine malinconiche, le ultime. Ma mi è venuto in mente. In realtà ci penso spesso. Una
“Lezioni sull’odio” di Michela Murgia***
C'è questa cosa, che Giorgia si legge i libri della Murgia ex-post, che finisce che in qualche modo li leggo anche io. E non mi dispiace. Non mi dispiace perché è triste ammettere di essere in ritardo, come spesso ci