“Macerie prime – sei mesi dopo” di Zerocalcare****
Ho solo mezzora. Poi devo andare al lavoro e via senza pause fino alle sette. E ammazzerei subito quelli che dicono e sono convinti che gli insegnanti "facciano tre mesi di ferie l'anno". La gatta numero tre, Zapata, quella schiva e
Altrove l’altrove
Chiedimi Cosa avanza? Non trovo melodia nei grilli, Ma nemmeno fastidio. Non trovo Traiettorie nelle falene O equilibrio nella sangria Nella birra Nella pastasciutta. Non è più tempo di energia E persino la parola rintocca [di cavi [e rese. Chiedimi Chi ha rubato L'elisir di
Prima pioggia d’agosto
La prima pioggia [autentica L'estate finisce adesso Nella tenda che sbatacchia Le gocce più temerarie Sulle piastrelle [uccidendole Rinfresca. Ci pentiremo guaendo Nelle orecchie di un pullover E quelli come me Che non
Tutto finisce
Tutto finisce Il buon senso La strada L'amore La cioccolata. Tutto finisce per cercare Di star bene In una casa fresca In un'auto spaziosa In un paio di mutande. Tutto finisce Nelle domande pericolose Nel danno evitato E in quello ignorato. Io non ne so Vedo il tempo per tempo Faccio da tempo al tempo Tolgo la
Cattiva insolenza
L'insolenza di un'opinione Cattiva Si solleva senza fatica Dalla terra della piana. Bruciata, secca, crepata S'arresta Ricacciata indietro A sussurri e sbuffi e rutti E dioporchi e cani E camminate sui vetri E vetri davanti alle puttane E puttane dietro alle facciate. Ma l'insolenza divampa Dirada, strema L'idea di miglioramento Della vela che non batte