DONE Di modo, non di mezzo – gelostellato

Di modo, non di mezzo

Di modo, non di mezzo

Tendo a essere sfortunato, con le giornate di tempo libero. Oggi volevo il mare all’alba, ma ieri sono rimasto addormentato con la radio accesa e dunque niente sveglia. Se non è l’alba sia il tramonto, mi son detto, e allora via, a dormire invece di leggere, per arrivare a sera. Tutto bene, fino a che è arrivato il vento. Improvviso e sporco di sabbia, che ha cacciato tutti. Io per primo, che basta un granello per distruggermi gli occhi, colpa delle lenti. Ma ogni tanto, la fortuna va vinta, e questo vento non sarebbe durato, aveva l’aria passeggera, e allora mi sono nascosto dietro uno spritz e ho aspettato. Lui non mi ha visto ed è andato via. Così ho potuto fare ciò che desideravo fare.
Una corsa, scalzo, scavalcando le onde, sia quelle d’acqua, sia di sabbia. Una corsa che sarebbe bastata breve, ma il ginocchio teneva, mi ero ricordato i pantaloncini per metterci le chiavi dell’auto, l’ipod e una fascia per capelli. E allora via, da Pineta a Sabbiadoro, mentre la spiaggia si svuota, a guardare tutte quelle nuvole, e tutto quel blu. 
Mi sono accorto che le nuvole sono sempre quelle. Persino il mare è cambiato, ma le nuvole no, sono le stesse di quando ero piccolo, con le scie, le strisce, le ombre scure… La gente le guarda così poco, e invece vanno guardate a lungo, senza attenzione ma in modo deciso, per capire che non sono solo belle e darlo per scontato, ma per guardare davvero che faccia hanno, che voce, che pensieri.
Correndo si ha tempo di. E l’ho fatto. 
E l’ho fatto dopo, guardando il mare e mangiando un melone, con un coltello rubato alla cugina, ascoltando una canzone bellissima, adattissima, e pensando che sbagliamo, a non stare da soli così, che si dovrebbe venire qui, da soli, davanti al mare, a stare un po’ in silenzio, tranquilli, mangiare qualcosa, e se come stasera fare il bagno nella solitudine, almeno due tre volte al mese, e invece non lo facciamo mai. Chissà perché sta paure di.
Poi è stata ora di tornare, guidare in costume, arrivare casa, togliere anche quello e gironzolare nudo, mangiando un pezzo di pollo per il buio del giardino e gettando le ossa ai cani, mentre i grilli intorno cantavano. Ho pensato che non serve il mare, perché era bello anche questo. E’ tutta questione di modo, non di mezzo.

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