La scatola

La scatola


Curioso ricordarsi che da piccoli si faceva altro. Noi che adesso ci sentiamo piccoli quando parliamo di 16-18-20. Piccoli e stupidi. Si metteva tutte le cose da fare in una scatola e quella stava lì, chiusa, sballottata qua e là come un cuscino. Erano cose da fare e si facevano.
Compiti, esami, allenamenti, la tv, uscire e tutte le cose che si facevano.
La vita che ti disegnava la faccia invece era quella fuori dalla scatola.
Da piccolo facevo il writer.
Da piccolo mi perdevo per i campi.
Da piccolo mi piaceva scoprire dove portava una strada
Da piccolo stavo sveglio fino a tardi senza bisogno di festeggiare niente o vedere nessuno.
Da piccolo non leggevo e non mi sentivo in colpa né il bisogno di farlo.
Da piccolo si andava in posti nuovi solo perché erano nuovi.
Da piccolo mi vergognavo sempre poco di tutto. Spesso niente.
E tutte queste cose erano fuori dalla scatola.
Adesso, certi giorni, ho timore.
Penso che la scatola esiste ancora, e io ci vivo dentro.
E’ solo cambiato il contenuto.

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