“Neurodivergenze e salute mentale” di AAVV***

“Neurodivergenze e salute mentale” di AAVV***

Oggi. Adesso. Aggiorno questo sito. E lo aggiorno coi libri.

Perché succedono tante cose in questo caldo ma in pratico non succede niente. Però nell’ultimo mese e mezzo delle cose le ho lette e mi spiace non parlarne. Quindi mi impegno. Oggi mi impegno.

Ultimamento ammetto di fare più fatica a fare le cose. Le cose che voglio, intendo. Faccio le mie liste, e la lista di liste, ma poi qualcosa va, qualcosa non va, e con questo caldo le cose da fare davanti al pc che non sono di lavoro faticano a farsi spazio. Tipo questa di oggi.

Perché riusciate a capire vi dico la mia lista di liste, fatta tre gg fa, durante la colazione. Le liste sono ORTO, COSE, CASA1, CASA2, PC, LAVORO. Poi ho lasciato fuori CASA3 e ARTE. Ora, per esempio, io sono in CASA2. La lista di casa2 prevede: togliere erbe, raclare lamponi, bagnare kumquot, rifare letto, pulire camera, pulire bagno, eliminare immondizia, scongerale, sistemare tavolo. Poi ci sono altre cose che vedo mentre sono qui. Tipo in realtà ho solo cominciato il punto pulire camera. Ho cominciato e mi sono accorto che volevo lavare le lenzuola e rimetterle, e l’ho fatto e ora ce le ho qui, on the back, ma voglio scrivervi dei libri. Recensire i libri sta nella lista PC. Ne ho almeno 4, da fare. Nella lista PC c’è anche fare una puntata o due o tre del podcast sugli haiku, e completare il fumetto di economia aziendale che ho cominciato non so perché.

Ecco. Ora che vi scrivo è mezzogiorno meno un quarto. Come ho sputtanato la mattinata? Io avrei dovuto scrivere queste righe almeno due ore fa. Però ho deciso di andare a scuola a portare delle presine con caramelle gommose di fine anno a quelli che non mi stanno sul cazzo, poi mi sono perso con gli studenti di matura che non sono miei e poi mi sono perso in una discussione con marisa sulla normativa dei professionali e quindi in una discussisone con gemini coi piani didattici e poi mi sono ricordato che dovevo portare la mb in assistenza e sono andato e poi mentre andavo che dovevo scrive alla sis per delle cose di notaio e catasto e mi è venuta voglia di comprare un decespugliatore nuovo elettrico e quindi mi sono messo a guardare quelli e mpoi mi sono ricordato che jack compiva gli anni e poi ho visto il ventilatore della cucina che era sporco e quindi mi sono messo a tirar fuori il compressore e l’ho pulito. E insomma…ecco perché sono qui solo ora. E chi segue questo sito sa che millemila di queste recensioni cominciano con le liste ecc.

Insomma… temo di dovermi arrendere al fatto che quel disturbo dell’attenzione ce l’ho, anche se non lo voglio avere. E leggendo questo enorme grafic novel galattico fatto di 250 e passa fumetti da due tavole di gente di ogni tipo, ma per lo più che ha a che fare con le neurodivergenze, che Alessia mi ha prestato sono andato incontro a parecchie cose. Non ve le sto a dire. E’ tanta roba. Forse dovrei farmi vedere ma oramai a una certa a che serve. Se mi sono arrangiato fino adesso non è che cambia molto. Che poi so che non è vero, è un discorso egoista, perché la maggior parte dei problemi non li causo a me. Io, per fare quello che sto facendo adesso, cioè parlarvi di questo libro senza aprire altre finestre (non è vero, ne ho aperte tre, sto scrivendo a Marta, facendo il fumetto, e guardano i gol del mondiale di ieri, figono quello di haiti) mi accontento di farmi un havana cola, mettere a ripetizione il disco di Frusciante (To record only water… top per lasciarsi scorrere) e finisco le patatine. I problemi, dicevo, li causo agli altri. Ma tanti, mi sa. E quindi, dopo tutta sta cosa, vi parlo di questo librone galattico. Anche perchè così domani lo rimetto nel cassetto di Alessia senza dirle che ho fatto un’orecchia e ho bagnato la copertina ma poi si è asciugata e mi pare in condizioni tuttavia decenti.

Dicevo. Il tomo (540 pagine a colori, più o meno) lo trovate in vendita qui ed è un graphic novel sociale edito da La Revue, che fa informazione a fumetti senza paura di schierarsi. Anzi, devo chiedere ad Alessia se è abbonata e se mi fa leggere l’ultimo numero, che insomma, magari mi abbono pure io. Del resto sto trovando (ecco, finito CD di frusciante, lo rimetto, Vuol dire che sono passati 42 minuti da quando ho cominciato con queste righe). Anche perché ho visto cose galattiche, tipo questa, che potete leggere (e stavo già leggendo ma devo finire queste righe, maledizione).

Dunque. Quindi. Il libro. Sono 270 fumetti da due tavoli di altrettanti autori o coppie di autori, e sono messi in ordine alfabetico. Sul sito trovate i tre vincitori ex-equo, che comunque vi metto in questo post. Non aspettatevi due cose: livello qualitativo medio e omogeneità. Il tema del concorso erano le neurodivergenze e hanno partecipato in tanti con tante declinazioni sia di argomento, sia di stile, sia di qualità.  Una raccolta comic-divergente, insomma. Li trovate in ordina alfabetico di nome e senza grosse spiegazioni. Non mi pare nemmeno si dica chi sono i tre vincitori, ma potrei sbagliarmi. E ho apprezzato, questo approccio massivo alla causa. Si parla di neurodivergenze, (adhd, dsa, ipersensibilità, disturbo dello spettro autistico, ecc) e ovviamente i partecipanti al concorso non erano sempre dei professionisti del fumetto. Trovate cose molto vere e di qualità artigianale, tavole con l’AI, qualche errorine nei testi, sceneggiature un po’ troppo criptiche, riferimenti molto didascalici alle patologie tipo spiegone… Ci sta. Quello che c’è in tutti, però, è l’estrema sincerità. E la personalizzazione. Ed è quest’ultima che mi ha fregato.

Perché vedere così tante persone che fanno le cose che faccio io, e che ho sempre pensato normali, ma che invece forse sono collegate a una divergenza da qualcosa mi ha da un lato fatto sentire normale ma pure, dall’altro, aperto delle porte sul come la cosa possa causarti problemi e causarne agli altri. Che ne so. Mentre la cosa delle liste ovunque e dei blocnotes per disegnare sempre appresso sono innoque (a meno che non li dimentichi o perda, allora no, è un fastidio) altre cose come il senso di colpa perenne del non fare cose o la cosa del multitasking subito sono cose un po’ più che fastidiose. Per dire, mi sono accorto di non aver mai fatto una giornata di vacanza vera in vita mia, anche quando posso. Mai una. Tipo ieri, o l’altro ieri, ero libero. Potevo fare vacanza. Fisica e mentale. Ma non riesco. Mi prende l’ansia del “non sto facendo questo e questo e questo” in pratica anche obbligandomi a fare la vacanza fisica finisco per eliminare quella mentale. Ecco… ho dato un nome a questa sensazione, leggendo questo graphic. A questo e ad altre cose. Quindi ho imparato cose, che a me piace sempre.

Quindi, per chiudere.

A) Non perdete tempo a diagnosticarmi, grazie. Però se avete qualche test serio da fare in rete per vedere se è il caso di fare cose dai medici, magari ditemelo. Ne ho fatto uno da 100 domande ma poi non ho pagato il dollaro e 98 cent per il responso e me ne sono pentito e non lo trovo più. (ma ero in strongly agree in almeno una ottantina di risposte)

B) Se siete appassionati di fumetti probabilmente la rivista la consocete. Se come me pensate che l’arte sequenziale salverà il mondo, o per lo meno la didattica e l’insegnamento, anche qua la conoscete. Ma io che sono ogni tanto un ignorante di merda, non la consocevo. Quindi cliccate sui link e seguite.

C) Se volete una letturona galattica di minitavole perfarvi una idea delle decine di stili possibili anche senza badare sempre a testi e storyboard impeccabili, ecco, è un buon acquisto, che in più vi solletica l’ego del benefattore.

D) di Dado. come direbbe un cjargnello.

 

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