“La vendetta dei bibliotecari” di Tom Gauld***

“La vendetta dei bibliotecari” di Tom Gauld***

L’altra settimana, o forse quella prima, non ricordo, Astrid è passata di qua a portarmi un regalo natalizio. E il regalo natalizio era questo qua: un bel tomo di vignette umoristiche a tema scrittori/lettori. O scrittolettori, se vogliamo. Io lo sono, o lo ero, almeno, ma anche se si smette di scrivere del tutto e quasi del tutto di leggere, temo che scrittolettori si rimane. Quindi okay, ho apprezzato, questo regalo leggero e scanzonato. “La vendetta dei bibliotecari” si chiama, e poi Cartoons, di Tom Gauld.

Tom Gauld è un vignettista piuttosto classico. Uno scozzese capellone che mira al minimalismo del segno e alla rotondità essenziale del testo. Ha uno stile, almeno in questi cartoons, che non ti fa mai pisciare dal ridere. A volte sorridi, a volte fai la faccia tipo “sad but true” e altre volte la faccia “true story” scuotendo la testa mestamente, divertito ma anche punto sul vivo. Nel mio caso, confesso ci fosse anche una quarta reazione, la reazione “embè”, riservata ad alcune vignette che, effettivamente, non mi dicevano niente. Non perché non le capissi… erano solo un po’.. come dire… stanche. Prive del guizzo. Erano poche, però. La maggior parte, promosse.

In alcune, anzi, devo dire che raccoglie bene l’eredità dei grandi vignettisti seriali, che con una striscia erano in grado di aprire squarci nelle consapevolezze (no, non sto parlando di coca). Qui li si apre nelle consapevolezze sia dei lettori seriali, sia degli scrittori sfigati (si badi, ogni scrittore è sfigato, proprio in quanto scrittore). Che ne so, la vignetta in cui lo scrittore, dopo indicibile e innumerevoli opere di editing e tagli, consegna all’editore un manoscritto composto da un unico e solo “punto e virgola”, e l’editore si commuove, be’… è geniale. Solo un editor selvaggio può entrarci, in quella battuta. E anche altre a tema scrittori editori sono di questo stampo, tipo quelle che prendono per il culo i romanzi fantasy o quelli di fantascienza, oppure quelli che perculano le tecniche di scrittura e i cliché.

Invece, le strisce sui vezzi/manie/difetti/caratteristiche dei lettori forti sono risultate un po’ meno incisive, anche perché è una categoria più vasta e conosciuta, e perché si sa, quelli che sono malati di libri sono perculati da sempre, e quindi le battute su riordino della libreria, o sugli acquisti compulsivi, o sulle abitudini di lettura sono sì molto carine, ma non molto innovative. Non potrebbero, visto che oramai i lettori maniacali sono diventati una parodia di loro stessi e già li conosciamo.

Ma poi, adesso, perché diavolo vi sto scrivendo di questa roba. Ah, già, l’ho appena finito, il libro. E dovrei andare a dormire, ché ieri ho fatto tardi per il film di Regeni, l’altro ieri ho fatto tardi perché sono idiota e non dormo, e domani farò tardi per il concerto dei Sick e di Rumo… e insomma, ci siamo capiti, ho bisogno di sonno, mentre ascolto il mio solito release radar del giovedì notte. (A proposito, c’è roba nuova eh, non granché, ma abbastanza roba nuova, almeno fino adesso). Ma siccome a me scrivere mi rilassa, se si tratta di parlare di libri, ho deciso di dire tutto quello che.

Ecco, un’altra cosa da dire, a questo proposito. Una cosa che non è una critica, ma una constatazione.. Scrivere le cose sul covid, al tempo di covid, comporta un pessimo e rapido invecchiamento. Ce n’erano diverse, di battute al tempo di covid, e benché alcune, ai tempi, si potessero considerare pregevoli, ora, a rileggerle, non colpiscono, quasi si vuol sfuggire. Ce lo vogliamo dimenticare tutti, quel periodo, e anzi, ce lo siamo già dimenticato.

Poi che altro? Che mi sono addormentato. E allora la chiudo qua, questa vista rapida sull’umorismo librario. Vi posso dire di alcune chicche, se volete. Per esempio, sul retrocopertina cartonato c’è un sacchettino con dentro il bigliettino che avevano (e hanno ancora) i libri delle biblioteche, con data di restituzione che ti mette ansia. Poi, altra cosa pregevole che non vi ho detto, è che ci sono molte vignette ludico/didattiche e forse sono le più spassose. Tipo che ne so: il grande libro dei giochi del trono di spade, o la tassonomia dei villici, o la grande gara della fiera del libri, o l’algoritmo per storie incentrate sull’AI… cose così. Divertenti.

Bene. Vi metto qualche vignetta in giro per il post, torno ad ascoltare i ministri, e penso che domani non ho voglia di fare lezione e voglio vedere il film su michael burry, visto che il nome è tornato di moda per chissà mai, una bollAI. Viodarin…

 

Comments

  • Astrid
    11 Febbraio 2026

    Il suo ultimo libro si chiama “Physics for cats” ma non so se è stato già tradotto in italiano, è uscito lo scorso ottobre.

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