Novembre 2010

Hai scolpito la grazia in una grassa bugiaDelle scheggeNe hai fatto saponeE fuocoE vapore.Mi hai sempre incantatoMentre usavi le mani come pennelloE i respiri come tela.Non avevo modo di esaudireDesideri,Così li ho rapitiE uccisi uno a uno,Leggendo il futuro nelle

Noi.Fuori, lontano e prima.Noi che non abbiamo calpestato le aiuoleO i diritti.Che non abbiamo parlato sopraO durante.Noi che non eravamo lì,Che non avevamo il coraggio Del vandaloO la coscienzaNè del ricco, nè del povero.Noi chissàSe abbiamo fatto beneO se lo faremo

La bambola dai capelli piombiniHa un piede in tasca,Senza calzini,RidacchiaE si pulisce gli occhiAncora gonfi,Con l'unghia dell'indice,Che stride sotto un incisivo. La bambola piangeDi pozzanghere,Lacrime lunghe intere strade,E maestraDelle piccole azioniInsegna la voglia di far niente,O la barba,Spostare i libri,Buttare soprammobili. Muove

Cercai di confondere le acque,Parlai d'altro e inforcai il viottoloDelle bugie,Ma loro erano attente,Rapide,Approfondivano,E s'imbarcarono per la rotta di collo.Mi spiegaronoE accartocciarono più volte,Confuso, Non chiesi altro,Né bugie;M'imbarcai,Calmo,Sullo specchio crepatoDella verità.

Pelle.Comincio dalla stessa radice.La nebbia prende per il culoLa pioggia.Una striscia bianca sopravviveE i Russi NeriDominanoE scelgono le paroleTra quelle scartateDagli oratori.E negli oratoriLe preghiere hanno la facciaTostaE mentre canto, il sorpassoSi morde le labbraCol sangue che palpaSenza ritegnoE con

Sugli sguardiRitardiFigli di fanti e guantiE incantiAppesi agli stentiDei mentiChe annuire non sanno,Per direUn danno A tratti fannoE le ireDei presenti lamentiSbiadite e contriteDimezzate dall'affannoRaddoppiano viteCon parole ossuteChe sbirciano il culoDelle fiamme muteE io che assistoAllo spettacolo E all'oracoloDalla faccia di mulone

 La fame delle mani è una spina in un’unghia. Una girandola di colori nelle mani Di un bambino, Che vola e lo porta via, Sopra le nuvole. La sete del cuore è una parola scomposta, Di troppe consonanti, una risposta troppo facile, Un inganno con le gambe di

Porto la stanchezza a passeggiareFianco a fianco ai cimiteriAbbandonatiDopo la festa. Il buioSputa lontano,Da far paura e meravigliaMa senza nascondereO mutare. Abbiamo lampadineE porte,Vestiti nuovi,Aperitivi. E lavoro,Ladro di tramonti.